E’
stato un banale errore a provocare, nel
corso dei festeggiamenti per l’Ottava
di san Corrado, la confusione che ha lasciato
sbigottiti i fedeli accorsi in cattedrale
per assistere all’ entrata del patrono
della città e della diocesi. Mai
a memoria di notinese, almeno stando ai
racconti della gente più anziana
che mostrava il suo stupore segnandosi con
la mano sinistra, si era assistito ad un
pasticcio del genere.
“I
fuochi da sempre sono sparati in onore di
San Corrado, quindi era logico che i portatori
prima di iniziare la salita di corsa, dovevano
aspettare che lo spettacolo pirotecnico
finisse!”. Invece non è stato
così. La gente, assiepata in piazza,
dopo essersi goduta lo spettacolo dei giri
effettuati dai portatori di sili (caratteristici
ceri votivi) che man mano si andavano sistemando
lungo la scalinata in modo da formare un
corridoio entro il quale sarebbe passata
l’urna del santo, di botto sono rimasti
letteralmente frastornati dalla simultaneità
con cui avveniva la suggestiva salita dell’urna,
portata a spalla, dai fedeli portatori e
lo scoppio dei fuochi d’artificio.
Intanto a completare l’opera, la banda
intonava l’inno di San Corrado. “Un
vero caos- dichiara una signora- io all’inizio
non mi sono resa conto di nulla. Quando
ho visto che i portatori avevano cominciato
la corsa, mi sono messa a pregare incentrando
l’attenzione sull’urna. Poi
ho notato i fuochi. A questo punto non sapevo
cosa guardare. Sinceramente mi sarebbe piaciuto
vedere tutte due le cose, ma dovendo scegliere,
ho optato per San Corrado. Il momento clou
però è stato quello dei botti
che si confondevano con la musica della
banda”. E l’amministrazione
comunale cosa avrà guardato, in tutta
quella baraonda, i fuochi o l’urna?
“Non mi si venga a dire che anche
stavolta è stata colpa dell’amministrazione-
scatta il vicesindaco Caristia, richiesto
di un parere- purtroppo si è trattato
di un errore umano. Lo sappiamo tutti che
prima ci sono i fuochi e poi comincia la
salita. Purtroppo nel momento in cui abbiamo
dato il via ai fuochi d’artificio,
si è sentito il segnale di partenza
dei portatori di San Corrado”. A parte
l’incidente, molti partecipanti alla
processione si sono lamentati della carenza
di coordinamento fra i vari settori dovuto
agli ordini contrastanti impartiti dai volontari.
“ Passa uno e ci fa aumentare il passo.
Poi ne passa un altro e ci dice di rallentare.
Alla fine siamo troppo lontano dall’urna-
dichiara una fedele con la sua candela in
mano- Non ha senso che arriviamo mezz’ora
prima di San Corrado. Così che processione
è!”.
Nota
in margine
L'errore
umano è ammissibile, ci mancherebbe
altro. Chi non ha mai sbagliato, scagli
la prima pietra! A me pare però che
le due ultime processioni siano state caratterizzate
da un'atmosfera irreale, costruita, in contrasto
con la pietà popolare che rende così
suggestiva la processione del santo patrono.
Ho avuto l'impressione che ciascuno si muovesse
nella speranza, forse, di essere ripreso
da qualche telecamera. Quando poi ho visto
un portatore di San Corrado alzare le braccia
sulla testa ed incitare i devoti ad applaudire,
ho avuto conferma che qualcosa non funzionava.
Dopo è accaduto il gran pasticcio.
Quanto ai volontari, seppure ne apprezzi
la buona volontà, spesso vedo che
fanno solo confusione coi loro ordini contraddittori.
Fra l'altro mi sembrano oggettivamente troppi.
Bisognerebbe che si diano una regolata.
In alcuni casi poi, dovrebbero imparare
anche le buone maniere.