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Il vescovo Crociata e... la gaffe del sindaco
Il Sindaco riceve monsignor Mariano Crociata a palazzo Ducezio. Alle dodici e mezza in punto il vescovo, con la semplicità che lo ha contraddistinto in questo primo anno di presenza a Noto, è arrivato nella casa comunale dove ha trovato ad attenderlo una folla di dipendenti, consiglieri comunali, e naturalmente il sindaco che gli ha rivolto parole di ringraziamento per l’opera svolta fino ad oggi e di augurio per il prestigioso incarico di segretario generale della Cei. “Siamo orgogliosi come netini di averla avuta, anche se per poco tempo, quale eccellente vescovo della Diocesi.
L’importante incarico affidatole ci rende ancora più orgogliosi essendo lei una delle più grandi personalità che la nostra terra ha saputo esprimere”. Poi una piccola gaffe: “Le auguro che possa soddisfare le sue ambizioni”. Il vescovo, emozionato, nel ringraziare il sindaco e, per suo tramite, la città per averlo accolto sin dal primo momento con affetto, ha assicurato che accompagnerà la diocesi di Noto fino all’arrivo del nuovo vescovo pur risiedendo a Roma. Aggiungendo con un sorriso: “Il mio è un servizio importante ma senza esagerare. La mia ambizione più grande è che la chiesa viva qui a Noto, a Roma e in tutt’Italia secondo le finalità e le esigenze della sua missione. Questa è la mia ambizione che è poi l’ambizione della chiesa. Le altre ambizioni non contano. Le logiche della chiesa non sono logiche di promozione o di carriera ma sono logiche di servizio. In questo spirito di servizio alla missione della chiesa, ho accolto con un pizzico di malincuore questo incarico perché l’esperienza che ho cominciato a fare a Noto è stata davvero significativa”. Quanto al suo rapporto con Noto: “E’ stato, per motivi oggettivi, speciale. Questo contatto speciale l’ho avvertito subito, nelle modalità e forme diverse da quelle ufficiali, religiose e non, nelle circostanze più ordinarie, camminando fra la gente o ricevendo visite di tante persone diverse. Ho avuto un riscontro di cordialità, di attenzione, di dialogo ed apertura. Io conserverò sempre una serie di rapporti che non si dissolveranno con la distanza. Noto resterà sempre nel mio cuore anche quando andrò via”. E spiega che Noto è stata il cambio di residenza significativo. “Io risiedevo a Partanna. Questo cambio di residenza mi induce a fare un invito da pastore della diocesi, da cittadino e da ultimo netino adottato che ha preso a cuore questa città. Bisogna aiutare tutti, soprattutto i giovani, a crescere non solo nel senso della responsabilità ma anche nella competenza, nella capacità culturale professionale, per avere risultati per la città”.

 

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