durata dello spettacolo, a causa dell’impianto
diriscaldamento dello stabile, rimasto spento.
Aspre alla fine dello spettacolo, nel foyer
del teatro, le polemiche degli spettatori
e degli abbonati, insoddisfatti per la qualità
del servizio che ha impedito loro di gustare
la commedia come avrebbe meritato. “Non
vedevo l’ora che finisse. Mia figlia
è dovuta rimanere tutto il tempo
con il giubbotto, i guanti ed il berretto
di lana quasi fossimo in gita sull’Etna-
sbotta una signora alla quale ne fa eco
subito un’altra: “Non capiamo
per quale motivo ci stanno facendo gelare
in questo modo. Nonostante le nostre rimostranze,
non è la prima volta che accade un
fatto del genere e temo che non sarà
neanche l’ultima. Bisogna sperare
che il tempo cominci ad essere più
clemente spontaneamente perché se
dobbiamo aspettare che i responsabili del
teatro accendano i termosifoni stiamo freschi”.
Certo è che i tempi in cui le signore
lasciavano le pellicce in guardaroba e si
accomodavano, nei loro abiti scollati, in
platea o nei palchi, sembra morto e sepolto.
Giovedì sera, tutte indistintamente
erano strette alle loro pellicce, guardando
con un sentimento di pietà e considerazione
le attrici nei loro abiti di scena. Ma perché
l’ impianto di riscaldamento non è
stato acceso nemmeno in questi giorni di
freddo particolarmente rigido? Lo abbiamo
chiesto al sindaco Corrado Valvo, presidente
della fondazione teatro. “Certamente
non lo abbiamo fatto per motivi di risparmio
energetico a spese degli spettatori. Anch’io
ho sentito freddo- ha risposto serenamente
Valvo aggiungendo che non era mai stata
fatta la manutenzione dell’impianto
per cui, ad un certo momento, la pompa di
riscaldamento ha ceduto. “Adesso bisogna
sostituire il pezzo che si è rotto-
ha dichiarato- non è una cosa di
poco conto. Comunque abbiamo già
fatto la gara d’appalto e presto il
problema sarà risolto”.
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