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gli articoli di roberto nastasi

Libero D'Agata: una morte improvvisa

Stupore e cordoglio in città per la morte improvvisa dell’ingegnere Libero D’Agata. Il professionista, originario di Avola, aveva a Noto un numero notevole di amici e simpatizzanti.Notevole era infatti il suo impegno nelle problematiche più scottanti della città barocca. Impegnato in politica, erede di una dinastia di comunisti, che ha dato ad Avola, sindaci, assessori e consiglieri comunali. Aderì a quel vasto movimento della “Rete” fondato da Leoluca Orlando, che nei primi anni 90 tante speranze di rinascita socio-politica-culturale aveva generato in Sicilia ed in Italia.
nelle foto a sinistra Libero insieme a me nel 1970, in una manifestazione a siracusa, per l'occupazione
Ma l’esperienza più interessante e felice di Libero D’Agata fu nel “Comitato permanente di azione civica per lo sviluppo di Noto” che con notevole impegno si batté nei primi anni 90, in tutte le sedi istituzionali per risvegliare la città e soprattutto con l’impegno di riportare a Noto i mosaici della villa romana del Tellaro, che da decenni rimanevano chiusi, “per restauri” e senza speranze di soluzione, alla sovrintendenza di Siracusa.
nella foto a sinistra: il comitato in una delle tante riunioni
nella foto a destra Andolina, Libero D'Agata e Turi Bufalino con il ministro Enza Bono Parrino

Il presidente di quel comitato Turi Bufalino ed uno dei soci fondatori, Pino Iuvara, ricordano l’impegno e la carica spassionata dell‘ingegnere Libero. “Non c’era viaggio a Palermo o a Roma o in capo al mondo –sostiene Bufalino- che non vedesse Libero in prima linea. Era avolese ma amava Noto come i netini non riescono minimamente a fare” Ricordano gli amici anche quando, per le sue idee, subì un attentato che lo portò ad un passo dalla morte.

Noto, 21 dicembre 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una testimonianza d'affetto di un amico che vive fuori Avola da anni.

Quando t'ho rivisto dopo quasi 35 anni da Finocchiaro, questo agosto, ti volevo confessare quante cose ti ho sempre invidiato,
amico mio:
1. la tua bicicletta sport leggerissima con le gomme a tubolari, quando scendevamo a "pantanello" ed io avevo la vecchia bici pesantissima ex motorizzata che mi aveva regalato "Tano" per potermi andare ad a allenare trasportando i miei dischi e il mio peso di 7 chili che mi avevi prestato e che non ti ho restituito più, anche se me l'hai chiesto più volte.
2. la tua altezza quando nel 1964 al "Pippo di Natale" saltavi agevolmente mt. 1,70, ai campionati studenteschi.
3. i tuoi amici Nino F. e Peppe M. alti e simpaticissimi come te insieme ai quali mi prendevi in giro perchè io ero alto solo 1 metro e 65.
4. La tua aria scanzonata che se la rideva di tutto e di tutti.
5. Le cure odontoiatriche che facevi e quando dovevi lottare contro il dolore dei denti ti mettevi a testa in giù per far scendere il sangue alla testa.....
5. La tua cagnetta "Ardita"
6. il grande tavolone del soggiorno di casa tua, sempre pieno di giornali dove sedeva a volte tua sorella e tua mamma "Regina" che ricordo con grandissimo affetto.
7. Tuo padre perchè era un galantuomo e grande amico del mio.
Ti ringrazio infine per avermi iniziato al gioco degli "scacchi".
"grazie" ....amico mio.. non credevo che finisse così questa porca vita.
pippo zammitti

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marioroberto.nastasi@libero.it

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