Chiazze
maleodoranti e liquame galleggiante impestano
le acque del litorale tra Noto ed Avola.
Sono state avvistate da villeggianti e turisti
dalle parti di Calabernardo. Anche a Noto
marina però il colore del mare, che
anche quest’anno ha contribuito all’assegnazione
delle quattro vele da parte di Legambiente,
in questi giorni è un po’ “imbiancato”
dalla schiuma. Non sarebbe nulla di preoccupante,
a dire di alcuni bagnanti che farebbero
derivare le bollicine dall’uso eccessivo
di creme solari
non
resistenti all’acqua e da qualche
abitudine inconfessabile da evitare assolutamente.Intanto
però, a fare crescere la preoccupazione,
ci ha pensato il sindaco di Avola Barbagallo
indicando nel mancato funzionamento del
depuratore di contrada Calabernardo la causa
maggiore dell’inquinamento del mare
in contrada Cicirata. Ed a poco è
servita, per rasserenare gli animi, l’immediata
replica del dirigente dell’Aspecon
di Noto Genovesi che il depuratore funziona
perfettamente, si è trattato solo
di lavori di manutenzione ordinaria e che
sopratutto Avola non ha ancora un depuratore
dunque scarica i suoi reflui direttamente
a mare. I dubbi restano. “Il mare
è sporco? E’ il minimo che
potesse succedere- dichiara l’ambientalista
Pino Iuvara richiesto di un parere in proposito-
E’ chiaro che quando c’è
vento in tono grecale o levante, tutto ciò
che viene scaricato a mare arriva prima
in contrada Cicirata e poi, via via a Calabernardo
e a lido. Sono anni che questo problema
esiste e si ripresenta con una tale regolarità
che diventa quasi noioso parlarne”.
E le vele assegnate? Possibile che i prelievi
effettuati per valutare la purezza delle
acque siano fatti solo quando i venti soffiano
da ovest? “Può darsi. A parte
i venti però bisogna aggiungere che
in agosto si registra tanto a Noto che ad
Avola il boom di persone. Noto ha un depuratore
che non sappiamo come funziona ma c’è.
Rosolini se n’è dotato. Resta
il comune di Avola a cui dobbiamo dare atto
però che sta costruendolo. Potrebbe
anche essere che in modo del tutto occasionale
il depuratore di contrada Calabernardo non
abbia funzionato come ha detto il sindaco
Barbagallo ma che Avola possa permettersi
di rilevare che gli inquinatori siamo noi,
risulta addirittura comico”. Come
dire, per usare un vecchio detto, che il
bue dice cornuto all’asino.
Nota
in margine
Amici cari, mi verrebbe voglia di dire
che anche se cambiano i musicanti, la
musica resta sempre la stessa. Se è
vero che Avola non ha alcun diritto di
puntare il dito accusatore contro Noto,
che almeno un depuratore ce l'ha, è
pur vero che questa "meraviglia tecnologica"
costituita sulla carta da tre linee di
depurazione, non funziona come dovrebbe.
Delle persone che risiedono a contrada
Balata, mi hanno confidato di essere costrette
a tenere porte e finestre chiuse ermeticamente
a causa del fetore proveniente dall'impianto.
Per non parlare degli escrementi umani
che, forse sull'onda delle recenti olimpiadi,
fanno surfing nelle nostre acque. E' una
vergogna! Cosa si aspetta ad intervenire?
E' così che si potenzia il turismo?
E le quattro vele? Qualcuno ci ha pensato
che presto potrebbero diventare tre, due
o niente affatto? Non voglio aggiungere
altro!