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La villa romana del Tellaro, da ieri pomeriggio ha aperto i battenti

La sede naturale dei mosaici risalenti al IV secolo dopo Cristo da ieri pomeriggio ha aperto i battenti. La città ha accolto con felice incredulità la notizia, attesa da oltre quarant’anni.

La storia dei mosaici in questi anni è stata costellata di battaglie appassionate da parte dei cittadini che ne esigevano il rientro a Noto. “Sono felice di avere potuto finalmente partecipare all’inaugurazione della villa romana - dichiara Salvatore Bufalino, presidente del Comitato permanente di azione civica per lo sviluppo di Noto che dalla metà degli anni 80 si è battuto per riportare i mosaici nella villa- Dopo tanti anni di lotte fatte insieme a Pino Iuvara, Libero D’Agata ed altri, finalmente vedo coronare un sogno. Il mondo della cultura e dell’arte si arricchisce di un tesoro inestimabile e potrà finalmente ammirare i nostri mosaici rimasti nascosti per tanti anni nei depositi della soprintendenza”. Il comitato di azione civica a cui confluirono cittadini e politici di ogni estrazione, intellettuali e presidenti di associazioni, ha avuto il merito di avere sensibilizzato l’opinione pubblica sull’importanza di riavere i mosaici. Esso cominciò a fare sentire la sua voce quando si sparse la voce che i mosaici già restaurati potessero essere esposti al museo Paolo Orsi di Siracusa. “La nostra battaglia è riuscita a fugare il pericolo ed a farci assicurare che essi sarebbero tornati nella villa romana, non appena fosse stata ultimata”. Grande la soddisfazione di Pino Iuvara: “Il risultato raggiunto è della gente di Noto alla quale va il merito di avere rafforzato le azioni promosse dal comitato, impegnato in tantissime iniziative”. Iuvara ricorda l'eclatante azione di protesta che culminò nell’invio di 10 mila cartoline raffiguranti i mosaici e la villa romana già indirizzati alla presidenza della regione, all'assessorato regionale ed alla soprintendenza, quando nonostante lo stanziamento regionale di 200 milioni per un primo intervento di sistemazione della villa, anch’esso frutto di forti azioni, non si muoveva foglia. “Le cartoline furono stampate dal Comitato e distribuite ai cittadini che le affrancarono e spedirono, dando vita al più grande "bombardamento" pacifico a cui Noto abbia mai partecipato. Negli ultimi anni- prosegue Iuvara- è stata meritoria anche l’azione del club Unesco che si è fortemente impegnato nella causa per il ritorno dei mosaici. La loro fruizione è un altro tassello che conferma come nel nostro territorio ci sia posto soltanto per uno sviluppo sostenibile e per un turismo di qualità. Sicuramente l’apertura della villa romana attirerà un turismo non invasivo ma attento alle problematiche del territorio”. Non mancano tuttavia le perplessità legate alla capacità di trasformare l’apertura della villa romana in un volano per l’economia e per il turismo: “E’ importante che adesso gli enti preposti diano la giusta visibilità all’evento. Sarebbe un vero peccato sprecare una risorsa preziosissima in termini di sviluppo economico, occupazionale e turistico. La villa del casale dovrebbe insegnarci qualcosa!”

 

Noto, 17 marzo 2008  

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