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La
storia dei mosaici in questi anni è
stata costellata di battaglie appassionate
da parte dei cittadini che ne esigevano
il rientro a Noto. “Sono felice di
avere potuto finalmente partecipare all’inaugurazione
della villa romana - dichiara Salvatore
Bufalino, presidente del Comitato permanente
di azione civica per lo sviluppo di Noto
che dalla metà degli anni 80 si è
battuto per riportare i mosaici nella villa-
Dopo tanti anni di lotte fatte insieme a
Pino Iuvara, Libero D’Agata ed altri,
finalmente vedo coronare un sogno. Il mondo
della cultura e dell’arte si arricchisce
di un tesoro inestimabile e potrà
finalmente ammirare i nostri mosaici rimasti
nascosti per tanti anni nei depositi della
soprintendenza”. Il comitato di azione
civica a cui confluirono cittadini e politici
di ogni estrazione, intellettuali e presidenti
di associazioni, ha avuto il merito di avere
sensibilizzato l’opinione pubblica
sull’importanza di riavere i mosaici.
Esso cominciò a fare sentire la sua
voce quando si sparse la voce che i mosaici
già restaurati potessero essere esposti
al museo Paolo Orsi di Siracusa. “La
nostra battaglia è riuscita a fugare
il pericolo ed a farci assicurare che essi
sarebbero tornati nella villa romana, non
appena fosse stata ultimata”. Grande
la soddisfazione di Pino Iuvara: “Il
risultato raggiunto è della gente
di Noto alla quale va il merito di avere
rafforzato le azioni promosse dal comitato,
impegnato in tantissime iniziative”.
Iuvara ricorda l'eclatante azione di protesta
che culminò nell’invio di 10
mila cartoline raffiguranti i mosaici e
la villa romana già indirizzati alla
presidenza della regione, all'assessorato
regionale ed alla soprintendenza, quando
nonostante lo stanziamento regionale di
200 milioni per un primo intervento di sistemazione
della villa, anch’esso frutto di forti
azioni, non si muoveva foglia. “Le
cartoline furono stampate dal Comitato e
distribuite ai cittadini che le affrancarono
e spedirono, dando vita al più grande
"bombardamento" pacifico a cui
Noto abbia mai partecipato. Negli ultimi
anni- prosegue Iuvara- è stata meritoria
anche l’azione del club Unesco che
si è fortemente impegnato nella causa
per il ritorno dei mosaici. La loro fruizione
è un altro tassello che conferma
come nel nostro territorio ci sia posto
soltanto per uno sviluppo sostenibile e
per un turismo di qualità. Sicuramente
l’apertura della villa romana attirerà
un turismo non invasivo ma attento alle
problematiche del territorio”. Non
mancano tuttavia le perplessità legate
alla capacità di trasformare l’apertura
della villa romana in un volano per l’economia
e per il turismo: “E’ importante
che adesso gli enti preposti diano la giusta
visibilità all’evento. Sarebbe
un vero peccato sprecare una risorsa preziosissima
in termini di sviluppo economico, occupazionale
e turistico. La villa del casale dovrebbe
insegnarci qualcosa!” |