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gli articoli di Cetty Amenta

Un restauro di "facciata"

I lavori di recupero del Muro Ferdinandeo, meglio noto come “ferro di cavallo”, in Largo Porta nazionale, al centro delle polemiche. L’interrogativo può essere riassunto così: “Il restauro di un’opera architettonica si può limitare soltanto alla parte esposta alla vista dei passanti oppure deve comprendere anche quella che non si vede?”. A sollevare la questione del restauro “di facciata” è il capogruppo DS Corrado Bianca.
Il consigliere d’opposizione, sollecitato da molti residenti della zona a venire a vedere le condizioni del decantato Muro ferdinandeo, dalla parte posteriore, ne ha dovuto constatare incredulo, lo stato di degrado. Gli si è parato davanti agli occhi una sorta di “Doctor Jackail e Mister Hide” in pietra di Noto, restaurato ed illuminato artisticamente dalla parte dei giardini pubblici, pieno di crepe e vistose fenditure, divenute tane di topi e uccelli notturni, dal lato B, visibile solo agli abitanti del quartiere
Macchina del ghiaccio. “Ad oltre un mese dall’inaugurazione in pompa magna, della piazzetta di Porta nazionale, certo che qualche perplessità mi sorge- dichiara il consigliere Bianca che chiede maggiori dettagli in merito all’intervento di restauro effettuato, soprattutto se si ritenga completo oppure no.
“Se la risposta dovesse essere affermativa- sottolinea -sorge il dubbio che esso sia stato limitato alla sola parte visibile della piazza e non all´intero blocco. Guardando inoltre il pessimo stato del muro nella parte posteriore, le dichiarazioni del sindaco, riportate anche sui biglietti d’invito all’inaugurazione, che "il progetto ha voluto mettere in luce la pietra e ha voluto esaltare la bellezza del muro ferdinandeo" hanno quasi il sapore di una battuta.
Altro che parole roboanti! Chiunque senza bisogno di essere tecnico guardando quel muro dalla parte posteriore si rende conto di quanto sia messo male!”. Ma c’è un altro punto sul quale il consigliere vuole chiarezza e riguarda la verifica della staticità dell’opera, fra l’altro necessaria quando si tratta di lavori pubblici. “Dall’ osservazione dei luoghi, è evidente che il muro sul retro non è stato adeguatamente attenzionato per questo ritengo più che opportuno verificare se il
progetto prevedeva anche l´esame della staticità del muro e, in ogni caso, sapere se sono previsti degli interventi di adeguamento”.
E Bianca conclude: “E’ inaccettabile per il comune cittadino e per qualsiasi persona dotata di buon senso che ci si curi solo della facciata tralasciando, come è avvenuto, qualsiasi tipo di intervento manutentivo sul retro. A meno che anche questa scelta non dipenda dalla volontà di curarsi solo dell´immagine senza badare alla sostanza dei problemi, come purtroppo questa amministrazione ci ha abituati sin dal suo insediamento”.

Noto, 27 ottobre 2009  

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