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gli
articoli di Cetty e Roberto
Misura
cautelare personale degli arresti domiciliari
a carico dell’incensurato Salvatore
Muscoiona,
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“Agenti
del commissariato di polizia di Noto hanno
eseguito una misura cautelare personale
degli arresti domiciliari a carico dell’incensurato
Salvatore Muscoiona, accusato di molestie
sessuali”. La notizia diffusa con
un comunicato stampa degli uffici della
questura di Siracusa, non poca sorpresa
e sgomento ha generato. Il soggetto indicato
è infatti il titolare dell’erboristeria
“Artemisia Ar”, posta nel punto
più centrale del corso Vittorio Emanuele.
L’ attività investigativa è
scaturita da una querela presentata l’inverno
scorso e vagliata con l’impiego di
sofisticati strumenti tecnici da parte degli
investigatori del commissariato di Noto. |
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Il GIP, dottoressa Carruba, accogliendo
le richieste del P.M. della procura di Siracusa,
Delia Boschetto, ha emesso la misura restrittiva.
“Dalle indagini – si legge nella
comunicazione ufficiale – è
emerso che l’arrestato, per consumare
le molestie sessuali, poneva le vittime
in uno stato di presumibile torpore dopo
aver loro unto le mani ed il volto con sostanze
gelatinose e, talvolta, facendo bere alle
donne infusi da lui stesso preparati”.
Ma le perplessità dei tanti frequentatori
dei bar che si trovano dirimpetto ed a lato
del negozio, sono notevoli. “Tutto
quello che Muscoiona fa per presentare e
mostrare le modalità d’uso
dei suoi unguenti e prodotti vari –
dice tra sorpreso ed afflitto Dario D.,
che si è trovato spesso a visitare
il negozio – lo fa alla luce del sole,
nell’unico salone aperto al pubblico
ed in bella vista! Io stesso a volte mi
sono meravigliato dell’estrema fiducia
con cui la gente gli si affida, con espressioni
e movenze che sembrerebbero veramente comiche”.
Alcuni frequentatori del bar confermano
l’estrema sprovvedutezza di turisti
che arrivano espressamente da lontano, cercando
di lui. “Ma fino a pochi mesi fa –
dichiara Corrado C. un frequentatore del
bar di fronte – stazionava stabilmente,
all’ingresso dell’erboristeria,
il padre di Muscoiona, recentemente morto,
un contadino dai principi molto rigorosi.
Se avesse notato qualcosa di losco sarebbe
senz’altro intervenuto”. La
stragrande maggioranza dei conoscenti sono
convinti che sia necessario aspettare la
conclusione delle indagini della magistratura,
per esprimere un giudizio definitivo su
una persona strana sì, negli atteggiamenti
e nell’aspetto, ma finora mai ritenuta
malvagia”.
Roberto Nastasi
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| Noto,
16 novembre 2010 |
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Non
ha retto al dispiacere
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Morto
per infarto l'erborista Salvatore Muscoione
accusato di molestie
Mercoledì 01 Dicembre 2010Siracusa,pagina
40e-mailprint
La bara dell´erborista Salvatore Muscoione
mentre viene trasportata fuori dall´abitazione.
L´uomo ... E' stato un arresto cardiaco
a determinare la morte improvvisa dell'erborista
Salvatore Muscoione, finito ai «disonori
della cronaca» per presunte molestie
sessuali ai danni di una cliente. Nessun segno
che potrebbe fare pensare a suicidio è
emerso dall'ispezione cadaverica. |
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D'altro canto Muscoione era cardiopatico in
attesa di passare la visita d'invalidità.
«Date le sue condizioni, una morte improvvisa
era messa nel conto- dichiara Rosario Muscaione,
addolorato per la scomparsa del fratello e
per "le accuse infamanti" contro
le quali vuole battersi per ristabilire la
verità». Lui era tranquillo e
certo che tutto si sarebbe risolto. Quali
droghe, quali video infamanti! Non avrebbero
trovato nulla perché non c'era nulla».
Riguardo allo sgabuzzino dove l'erborista
si sarebbe appartato per le sue manipolazioni,
la risposta è secca: «Non c'è
nessuno sgabuzzino. C'è solo un pannello
di un metro per tre che nasconde un lavandino.
Il negozio è classificato monolocale.
Dall'esterno si vedeva tutto il negozio».
La notizia della morte di Muscoione ha fatto
subito il giro della città. Pochi giorni
fa un documento a firma «I cittadini
di Noto» in cui si parlava di linciaggio
mediatico era stato affisso lungo il Corso
in difesa dell'erborista. Oggi l'epilogo.
Il corpo è stato trovato nel suo letto
dal fratello e dalla signora Giovanna Schiavone,
proprietaria della mansarda nella quale l'erborista
viveva da dodici anni. «Secondo me non
ha retto al dispiacere. Qualche giorno fa
mi disse come avrebbe potuto liberarsi dell'onta
che lo aveva travolto - dichiara la signora
Schiavone-. |
| Era
un uomo discreto, educato, sensibile, scriveva
racconti per bambini». Un uomo fuori
dai canoni tradizionali, Muscaione. Carabiniere,
decise di lasciare l'arma per vivere a contatto
con la natura e piante locali che conosceva
profondamente. Tutti lo ricordano dentro l'auto
trasbordante di erbe medicinali. Il professore
Tino Franza, ambientalista e scrittore, è
scioccato per la sorte occorsa all'amico.
«Mi sono sentito offeso. Tutto è
accaduto con cattiveria e ingiustizia. |
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Cetty Amenta |
| Noto
1 dicembre 2010 |
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Per
non dimenticare Salvatore |
| Non
si può trasformare una persona in un
mostro senza accertare la verità. Sono
certissimo che Salvatore non fosse colpevole.
Era una persona onesta, istintiva, anche eccentrica,
ma tutto finiva lì. Il suo modo di
fare rispetto a un certo canone poteva essere
discutibile. Il massaggio era un modo per
presentare il suo prodotto ma cui non c'era
certo obbligo di sottoporsi. Io sono stato
spesso testimone di questi incontri. Lui amava
fare questi riti teatrali ma finalizzati alla
vendita, nulla di sconvolgente. Se poi qualcuno
si sentiva un po' stordito, era per la sua
loquela. Le sostanze di cui si è parlato
sono solo fantasie. Questo non è rispetto
della verità». Confesso quello
che, fra i tanti miei difetti, è il
peggiore: la mia franchezza o meglio la mia
assoluta incapacità di mentire o soprassedere
su argomenti scabrosi che si prestino a mille
polemiche. |
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Questo
difetto, che non riuscivo a dominare neanche
quando, facendo politica, mi costringeva senza
un minimo di esitazione a mandare al diavolo
quanti amici o conoscenti non riuscivano a
porsi nella condizione di chi vuole prima
ascoltare, poi riflettere ed infine giudicare
, l’ho dovuto placare negli ultimi tempi.
Avendo infatti iniziato a scrivere, da cronista,
raccoglitore e divulgatore di notizie e fatti,
mi sono ritrovato investito di una |
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responsabilità, dovendo citare fatti
ed opinioni, non sulla base dei miei convincimenti,
ma sulla base di una rigorosa ed obbiettiva
elencazione. Tutta questa mia premessa per
chiarire un argomento, non solo ai pochi mie
veri amici, ma a tutti quelli che vogliono
prestare attenzione a problematiche inconsuete:
voglio parlare di Salvatore il naturalista.
Ho conosciuto questo ragazzo quando, ancora
con i pantaloncini corti, veniva nella sezione
del vecchio PCI in Via Carducci, a cercare
suo padre che con altri braccianti ed operai
amava la compagnia dei tanti giovani studenti
che parlavano molto e tentavano di confrontare
le loro teorie con la realtà di un
mondo che, solo per sentito dire, conoscevano,
le famose “ore politiche”. L’ho
visto poi partire militare fra i carabinieri,
tornare a Noto e scegliere la strada più
difficile ma a lui più congeniale,
che lo avrebbe portato a contatto con la terra
e la natura che tanto amava. Alla fine degli
anni ottanta, io assessore ai servizi sociali,
ho recepito un suo progetto mirante a far
conoscere ai ragazzi i luoghi e le piante
più caratteristici e belli della nostra
terra. Malgrado le perplessità e le
insicurezze di molti, mi sono ciecamente fidato,
mandando sotto la sua guida le mie figlie
che tanti insegnamenti da quelle esperienze
hanno tratto. Ho provato personalmente le
sue erbe, i suoi decotti, le sue creme e le
sue misture, sempre confidando sulla buona
fede e sulla bontà di un soggetto che
aveva un solo difetto: l’amore in eccesso,
forse a volte anche ingiustificato, per le
sue teorie e le sue attività. Non voglio
e non posso rivelare tutte le esperienze e
le conoscenze di cui sono in possesso. Quando
ho scritto di Salvatore, informato dalla redazione,
dopo la lettura delle carte e dei mattinali
trasmessi, avrei dovuto scrivere tutto il
contrario di quelle che erano le mie opinioni.
Il mio istinto, l’impulso personale
mi suggerivano di non credere a niente di
quanto si volesse far credere. Ho scritto:
“La stragrande maggioranza degli amici
e conoscenti sono convinti che sia necessario
aspettare la conclusione delle indagini della
magistratura, per esprimere un giudizio definitivo
su una persona strana sì, negli atteggiamenti
e nell’aspetto, ma finora mai ritenuta
malvagia”. Chissà se ora, dopo
la sua morte, si potrà arrivare alla
verità, riscontrare i fatti di cui
era accusato. Spero di sì. Chi sbaglia
è giusto che paghi, ma far pagare o
lasciare che rimanga infangata la memoria
di chi non ha sbagliato, diventa una vera
mostruosità. Al momento ci rimettiamo
alla volontà di Chi è Giustizia
infinita ma anche Bontà infinita. |
Una
gran folla di amici ai funerali
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“L’anima di Salvatore riposa ormai
in un luogo sicuro, fra le braccia del signore.
Egli solo è bontà e giustizia
infinita”. |
| Con
queste parole Padre Eugenio Boscarino ha concluso
la cerimonia funebre in onore di Salvatore
Muscoiona, morto per una sospetta crisi coronarica
acuta in un soggetto già cardiopatico
e diabetico, schiacciato dal peso di accuse
gravi per le quali era agli arresti domiciliari.
Nessuno dei parenti, degli amici e degli stessi
semplici conoscenti, riesce a rendersi conto
del come possa essere sorta l’accusa
secondo cui, il Moscoiona, un erborista ritenuto
fra i più esperti in provincia, potesse
svolgere una losca attività, prendendo
come mira la povere clienti della sua erboristeria
che si mettevano nelle sue mani e che alla
fine, a loro insaputa, venivano prima stordite
e poi abusate sessualmente. L’incredulità
deriva dal fatto che tutta l’attività
del Muscoiona si è sempre svolta all’interno
di un monolocale al corso principale di Noto,
con una vetrina larga quanto tutto il negozio,
e quindi completamente in bella vista per
tutti i passanti, residenti e turisti. Per
questo l’enorme commozione ed il desiderio
di vedere presto chiarito il quadro |
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delle accuse, con una grande fiducia nella
giustizia non solo di Dio, come garantisce
Padre Eugenio, ma anche degli uomini. Tale
il senso delle orazioni e degli interventi
in chiesa. Nessuno vuole credere solo in
base ai “sentito dire” o alle
opinioni legate agli aspetti esteriori.
Si desiderano giudizi sereni basti su esami
di laboratorio, tossicologici, positività
ai narcotest, perizie mediche specialistiche,
risultati delle perquisizioni nel negozio
“Artemisia ar”, ed infine la
visione delle registrazioni e delle indagini
ambientali. Fino a quando la giustizia ed
i magistrati non avranno detto una parola
definitiva, le sole accuse non dimostrate
e non ufficializzate, non possono riuscire
a smontare la stima e l’affetto di
cui il naturalista è sempre stato
circondato. Intanto la saracinesca del suo
negozio resta abbassata con foglietti esprimenti
attestazioni di simpatia, e con i fiori
deposti sul davanzale. Era già stata
da qualche giorno avviata una raccolta di
denaro per le spese legali, da amici e conoscenti,
parte della quale somma, momentaneamente
è stata stornata per le spese funerarie.
Roberto
Nastasi |
Il
mio indirizzo di posta elettronica è :
cetty@cettyamenta.com
oppure
marioroberto.nastasi@alice.it
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