"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

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Piccioni, che strazio!
Sos piccioni. I cittadini sono disposti a tassarsi purché si debelli alla radice il problema colombi. La loro presenza massiccia fra l’altro sta rischiando di trasformare la città barocca in “città dei balocchi”, per il proliferare di girandole di ogni dimensione, tipo e colore, collocate in tutti i balconi e terrazze del perimetro urbano. Non c’è bancarella o negozio di casalinghi che non ne fornisca
una vasta gamma. A primo acchito potrebbe sembrare che i notinesi siano tornati bambini.In realtà, la domanda sempre crescente di girandole è ispirata dalla speranza di riuscire a tenere lontani quei “dannati volatili” dagli spazi esterni delle loro abitazioni per non essere costretti a ripulirli quotidianamente dagli escrementi, ritenuti particolarmente acidi e nocivi. “Non ne posso più- dichiara una signora che ha detto di avere sollecitato più volte vari consiglieri ed assessori a trovare una soluzione- Capisco che è una questione complessa però qualcosa bisogna pur fare. Io attualmente risiedo in contrada San Corrado ma presto dovrò tornare a Noto. Ho già comprato cinque girandole da mettere nei miei balconi che danno tutti sul corso. Voglio vedere se qualcuno oserà chiedermi di toglierli perché deturpano il barocco del centro storico! Le verande interne ed i balconi sono tutti macchiati per non parlare del fetore maleodorante di pollame che si sprigiona da quel maledetto guano ogni volta che pioviggina”. Il problema c’è ed è sotto gli occhi di tutti, turisti compresi. Riguarda l’incolumità delle persone, l’immagine che si offre della città e, non ultima, l’integrità degli stessi monumenti, freschi di restauro che rischiano di essere nuovamente al punto di prima nel giro di pochi anni se non si interviene energicamente. Allora, che fare? “Il comune dovrebbe contattare un centro falconistico- sostiene un cittadino bene informato- Il più vicino è a Catania”. Gli addetti, a suo dire, dovrebbero venire a Noto con i loro falconi addestrati, e fare delle sedute di alcune ore. “ In questo spazio di tempo- spiega- lasciano liberi i rapaci di scorrazzare per i cieli della città. L’esito è assicurato. I piccioni vanno altrove”. Qualche volta al creatore. Ma il servizio avrà pure un costo! “Certamente- aggiunge il cittadino- però data la gravità del problema, tutti saremmo disposti a pagare un contributo ad hoc”. E gli animalisti? Altrimenti si potrebbe adottare il sistema a onde sonore usato a Venezia ed installato sui principali monumenti. Il suono, innocuo alle persone, è dannoso solo dai piccioni. “Insomma i rimedi ci sono, se si vogliono trovare!”.
Nota in margine: Non sne può proprio più! Io sono convinta che un rimedio incruento debba esserci, al di là di quelli proposti, che tenga conto dell'incolumità deivolatili che, per inciso, quando non sporcano mi sono anche simpatici. E' indubbio che il problema esiste nè, tampoco, vale a sminuirlo, sapere che non siamo i soli a doverci fare i conti! Quello che chiedo, facendomi portavoce di tanti cittadini è che l'amministrazione non lo prenda sottogamba ma cominci a vedere cosa si può fare, coinvolgendo persone competenti in materia e nel caso trovando i soldi necessari per affrontarlo e risolverlo una volta per tutte.

 

Un intervento di Pino Iuvara: Cara Cetty, solo per darti una piccola idea della complessità del problema che va affrontato in modo scientifico e non certo sull'onda
delle emozioni, anche se giustificabili


collegati a questo sito dove puoi trovare uno studio scientifico:
http://www.asl17.it/argomenti/Relazione_piccioni.pdf

ciao pino

 

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