Epifania,
tutte le feste si porta via. Lasciando però
sul campo le polemiche. E di discussioni
nei riguardi di questo “Natale differenziato”,
ne sono state registrate tante. Cittadini,
politici dell’opposizione e della
maggioranza, nell’esternare il desiderio
di avere un “Natale normale”,
come in ogni città e paese d’Italia,
hanno criticato le istallazioni con materiale,
riciclato
solo in parte,
del maestro Germanà, i drappi, definiti
in un manifesto “ rossi sudari che piovono
dal cielo”, la grande araucaria illuminata
con il sistema dei pannelli fotovoltaici che
messi in bella vista ai piedi della fontana
d’Ercole, hanno deturpato il giardino
storico.
Sembrava che
almeno i presepi in concorso fossero usciti
indenni dalle polemiche, invece anche in questo
settore qualcosa non ha funzionato. “Sono
stato umiliato, mortificato, perfino minacciato
e insultato, a causa della leggerezza del
Comune”. A parlare è Claudio
Brundo che anche quest’anno, insieme
all’associazione culturale “I
cavalieri della montagna medievale”
ha realizzato il presepio di Casa Brundo in
contrada Scala. Brundo racconta che invece
di realizzare il presepe vivente, si era
pensato di crearne uno tradizionale con
le statuine in terracotta, fatte a mano.
Un presepe molto bello nel suo genere e
caratteristico al quale l’associazione
aveva voluto abbinare anche il mercatino
di degustazione in abiti d’epoca.
Ci sono voluti mesi di lavoro e ben tremila
euro, però il risultato è
stato soddisfacente. A questo punto, a dire
di Brundo, un errore avrebbe mandato tutto
a scatafascio. “Nei manifesti del
Comune è stato pubblicizzato il presepe
vivente! La gente arrivata dai paesi vicini,
persino da Siracusa per ammirarlo, al cospetto
di quello tradizionale, si è sentita
presa in giro e se n’è andata
via urlando. Il comune ha negato perfino
l’evidenza. Intanto abbiamo perso
tremila euro!”.