Entro un paio di mesi, la strada provinciale
59, chiusa al traffico pedonale e veicolare
per motivi di sicurezza, all’incrocio
Calabernardo - Noto marina, potrebbe essere
riaperta. I tecnici della provincia stanno
proseguendo i rilievi ed i proprietari
dei terreni su cui bisognerà costruire
la bretella di collegamento, si sono dichiarati
disponibili a cedere le particelle necessarie,
per accorciare i tempi ed evitare provvedimenti
di espropriazione. “Ora saremo costretti
a spendere 200 mila euro, mentre se il
progetto per creare delle barriere frangiflutti
fosse stato approvato e finanziato per
tempo, non saremmo mai arrivati ad interrompere
la strada- rileva il presidente della
provincia Bruno Marziano, chiamato in
causa, all’indomani della chiusura
della sp 59, da parecchi cittadini che
si chiedevano come mai gli enti preposti,
a cominciare dalla provincia, non fossero
intervenuti in oltre dieci anni, per scongiurare
questa calamità. “Ma cosa
c’entra la provincia! Cosa c’entra
il comune!- sbotta il presidente- Se le
coste sono affidate al Genio civile opere
marittime, la provincia non può
certo intervenire direttamente. Noi –
aggiunge Marziano- siamo le vittime di
questa situazione inaccettabile per cui
il mare erode la strada e la provincia
deve intervenire per aggiustarla, mentre
dovrebbe fare invece interventi di progettazione”.
Intanto gli operatori delle attività
commerciali, sebbene siano sempre sulla
difensiva, si dichiarano un po’
più sereni riguardo la risoluzione
del problema, anche se la loro situazione
economica al momento non è certo
rosea. “ Il lido di Noto, da quando
la strada è interrotta, è
un deserto. La gente rinuncia a venire-
sostiene Claudio Tropiano, titolare di
un ristorante albergo nella piazzetta
della colonia- Purtroppo, mi dispiace
dovere constatare che siamo in balia di
nessuno, e non da ora. La storia si trascina
da venti anni. Mancava soltanto quest’ultimo
atto con cui la strada è stata
interrotta. Adesso abbiamo avuto anche
questo”. Eppure fare una barriera
con dei frangiflutti, a dire di Tropiano,
sarebbe stato un gioco da ragazzi, dato
che l’hanno fatto a Siracusa, a
Marzamemi, a Portopalo. “ A lido
di Noto dove la difesa della sp 59 avrebbe
dovuto essere prioritaria, se si pensa
alla densità della popolazione
della contrada marina soprattutto nel
periodo estivo, non ci si è riusciti.
“Noto è stata al centro di
riunioni a vari livelli, tavole rotonde
ma oltre alle parole, nulla in concreto.
Ad ogni modo- conclude Tropiano- la regione
ha stanziato 400 mila euro e pare che
altri fondi seguiranno. Possiamo essere
fiduciosi”.