La
festa in onore del santo patrono non piace
né ai cittadini nè a San Corrado
che sta mandando chiari segnali di dissenso.
Di questo almeno si sono persuasi i notinesi,
legati al loro santo da una devozione profonda.
“Non sono questi gli onori da tributare
al patrono della nostra città”.
Dichiarano coralmente. A loro dire, la settimana
culminante con la festa, è stata
una come tante, o forse, paragonabile per
rigore alla settimana santa.
Sull’altare
dell’illuminazione artistica del corso,
accesa fra l’altro a macchia di leopardo,
è stata nuovamente sacrificata quella
tradizionale con ninfe e festoni, senza
la quale la festa in onore di San Corrado
per molti non è nemmeno festa. Anche
quest’anno dietro l’urna d’argento
suonerà una banda forestiera, nonostante
Noto sia sempre stata famosa per la sua
banda musicale oggi disciolta, mentre l’altro
fiore all’occhiello cittadino, il
coro Paolo Altieri non è valorizzato
come meritaSenza parlare dello scarso senso
civico sempre più diffuso in città
a danno della convivenza sociale”.
Sono queste alcune delle situazioni che
starebbero facendo infuriare persino il
santo patrono al punto da inviare precisi
segnali a cittadini ed istituzioni, affinché
ciascuno si decida a fare la propria parte
nel rispetto del bene collettivo, delle
tradizioni e quanto di più prezioso
la città possiede. Ma quali sarebbero
questi segni premonitori? “ Sono sotto
gli occhi di tutti- sottolinea sommessamente
una signora all’uscita dalla Cattedrale,
dando voce a tanta gente che ha espresso
gli stessi sentimenti- La settima camminata
di San Corrado è stata fatta in fretta
e furia a causa dell’ incendio scoppiato
in contrada Lenzavacche, che ha bloccato
la via di accesso a San Corrado di fuori.
Venerdi sera anche la gara ciclistica in
notturna dedicata a San Corrado non si è
fatta per l’improvviso temporale che,
a differenza degli acquazzoni estivi, è
durato a lungo e, in ogni caso, fino a quando
gli organizzatori non hanno deciso di rinviare
la manifestazione. E temo che accadrà
qualcos’altro. Non me ne voglia il
parroco, ma nessuno mi leva dalla testa
che questi sono chiari segnali lanciati
dal nostro santo patrono per fare capire
alla città che stavolta si è
seccato davvero. E questo- aggiunge la signora-
non dovrebbe accadere, dopo quello che ha
fatto per noi”. San Corrado è
il protettore di Noto e della diocesi ed
i notinesi gli sono legati da una fede immensa.
In loro è sempre vivo il ricordo
del terribile terremoto del 90 quando non
si contò nemmeno una vittima. Lo
stesso avvenne col crollo della Cattedrale
che avrebbe potuto mietere centinaia di
morti e si risolse solo nella rovina della
fabbrica, ora rinata più bella di
prima. In ambedue i casi i cittadini hanno
sempre ringraziato San Corrado per avere
interceduto in loro favore salvandoli da
morte e distruzione.
Nota
in margine:
Alle
persone che hanno storto il naso perchè
è stato tirato in ballo San Corrado,
vorrei fare notare che il nostro amato patrono
per una giusta causa, non ne avrà
avuto alcuna afflizione. Magari ciascuno
di noi, singolo cittadino, gruppo o istituzione
facesse il proprio dovere, assumendosi la
propria responsabilità nel suo nome!
In fondo poi, se vogliamo dirla tutta, San
Corrado c'è abituato ad essere al
centro della nostra vita. Lo chiamiamo in
causa ad ogni piè sospinto per proteggerci.
Che una voltatanto alcuni nostri concittadini
lo abbiano fatto per bacchettare chi potrebbe
fare e non fa, embè che male c'è?