Sfiduciato
il presidente del Consiglio. La storia si
ripete
Consiglio
comunale nuovamente rinviato, in attesa
del “chiarimento risolutivo”
fra il sindaco e la maggioranza. Intanto
però è arrivata la mozione
di sfiducia al presidente del consiglio
Arturo Rizza, sottoscritta dai consiglieri
di Udc, Forza Italia, Mpa, Pdl e Patto per
Noto. Il giudizio del primo cittadino non
si è fatto attendere. “Non
ho parole. Basti dire che non è stato
esaminato neanche il punto sul regolamento
delle aree artigianali senza il quale il
comune non potrà accedere ai relativi
finanziamenti regionali e la cui data di
scadenza per la presentazione delle istanze
è fissata al 31 ottobre- ha
rilevato,
aggiungendo che “ col modo di operare
di questi consiglieri non è possibile
amministrare una città”.Quanto
alla mozione di sfiducia al presidente,
Valvo ha lanciato un messaggio ai dodici
firmatari, ribadendo loro che “ se
qualcuno ha pensato che possa essere un
segnale di forza per ottenere qualcosa che
non è dovuto, sicuramente sta sbagliando
modalità e percorso, peraltro non
condiviso e in contrasto con le indicazioni
dei vertici di qualche partito della maggioranza”.
Chiaro riferimento ad AN i cui consiglieri,
in un comunicato, hanno invitato le altre
forze del centro destra a una pausa di riflessione
in attesa dell’incontro di venerdì.
“Spiace fare i nomi di chi ha condotto
le trattative e i modi adottati ma, se costretti,
non avremo alcuna titubanza- ha dichiarato
Parisi aggiungendo che “alla luce
dei comportamenti verificatesi in consiglio,
sembra che ai vertici di FI stia sfuggendo
il controllo dei consiglieri comunali, completamente
amalgamati ai colleghi dell’UDC, non
propensi al dialogo sereno e costruttivo.”
Ma era proprio necessario sfiduciare il
presidente? Per i firmatari non c’è
dubbio. “Il presidente non è
stato garante del consiglio ma mero esponente
della maggioranza e della volontà
del sindaco- ha specificato Vincenzo Micale
del Pdl. “ Io ho firmato una mozione
che è un atto politico contro l’immobilismo
cittadino nella speranza che qualcosa cambi-ha
aggiunto Tringali dell’Mpa- In caso
contrario non resta che andare tutti a casa”.
I consiglieri d’opposizione Veneziano
e Bianca, nel dichiararsi scettici circa
la possibilità che cambi qualcosa,
hanno chiarito di essersi astenuti dal voto
per il rinvio del consiglio per smarcarsi
da questo gioco interno al centro destra.
“L’astensione era l’unico
modo per non essere dalla parte dei partiti
che hanno revocato il presidente e non fare
da stampella all’amministrazione”.
Ci
risiamo!
Rizza è sfiduciato, la giunta è
ancora monca, i partiti scalpitano ad eccezione
di AN e Amare Noto, movimento che ha espresso
sia lo stesso presidente che il sindaco Valvo,
e non s’intravvede il minimo spiraglio per
venire fuori dalla grave crisi che attanaglia
la città. Che fare? Francamente non lo
so. Andare a nuove elezioni? Si può fare
ma, ditemi: Che cosa cambierà? Ci siamo
chiesti se le forze politiche, sia di maggioranza
che d’opposizione, si sono date da fare
nel frattempo per costruire qualcosa nell’ipotesi
di un dopo Valvo? Io credo che non abbiano fatto
nulla di nulla. Resta un’unica consolazione
che vi sussurro in un orecchio: “Meno male
che Noto va avanti da sola! Nessuno, nemmeno questo
pugno di "inettitudini", che sa tanto
di Dante, può più fermarla. Essa
è destinata ad accrescere la sua fama di
città d’arte, alla faccia delle loro
scaramucce e dei loro biechi giochetti pseudo
politici!