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pensione, altro che essere trasportata con
tutti gli onori a Noto! – e aggiunge:
“ Non sarebbe stato più logico
e senza dubbio più economico per
l’azienda acquistarne una nuova per
il Trigona invece di sobbarcarsi spese di
trasferimento della tac obsoleta da Lentini
a Noto?”. Genovesi mette in guardia
sopratutto dal rischio di errori diagnostici
in quanto, rispetto alle apparecchiature
di ultima generazione, questa tac offrirebbe
immagini scadenti facendo assorbire nel
contempo al paziente una notevole quantità
di radiazioni. A parte le valutazioni inquietanti
del dottore Genovesi, resta il problema
dell’ organico, sottodimensionato,
del servizio di Radiologia del Trigona,
costituito da due soli medici che dovrebbero
garantire anche il servizio Tac. Le perplessità
ci sono anche se, stando alla logica comune,
una tac, finanche obsoleta e vecchiotta,
è sempre meglio che niente. Non resta
che attivarla dunque. Quando ciò
accadrà, come ha garantito fra l’altro
in varie occasioni il direttore sanitario
Rosario Di Lorenzo, si potranno affrontare
le emergenze, evitando così il viaggio
ai pazienti traumatizzati, in situazioni
critiche, ictus, emorragia, da Noto ad Avola.
Soltanto per alcuni approfondimenti diagnostici
precisi che richiedono tac multislide i
pazienti dovranno essere trasportati altrove.
“La teoria del bicchiere mezzo pieno
è normalmente accettabile, ad eccezione
del settore sanitario dove il bicchiere
deve essere stracolmo- rileva il dottore
Genovesi che aggiunge: “ Nella sanità
il meglio che niente non esiste. Il bene
supremo della salute per la collettività
deve caratterizzarsi all’insegna dell’efficacia
efficienza delle metodiche diagnostiche”.
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