"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

gli articoli di Cetty Amenta

Che fine ha fatto la tac, proveniente dall’ospedale di Lentini?

Perché ancora non funziona? Sono queste le domande dei cittadini che non comprendono perché, nonostante oramai il “Trigona” sia stato dotato dell’ apparecchio, per un esame sono costretti a recarsi in altri ospedali. “Sono molto scettico in proposito- dichiara il neurologo e dirigente provinciale di AN Giuseppe Genovesi che, dal primo momento, non ha condiviso la scelta della direzione generale dell’Asl di dotare l’ospedale di Noto della Tac proveniente dall’ospedale di Lentini.“Non capisco perché ci siamo dovuti accontentare della tac obsoleta ed usurata di Lentini, dove peraltro è stata rimpiazzata da una multislide nuova di ultima generazione. Una tac che ha lavorato in un ospedale, ha già dato molto. Sarebbe dovuta andare in
pensione, altro che essere trasportata con tutti gli onori a Noto! – e aggiunge: “ Non sarebbe stato più logico e senza dubbio più economico per l’azienda acquistarne una nuova per il Trigona invece di sobbarcarsi spese di trasferimento della tac obsoleta da Lentini a Noto?”. Genovesi mette in guardia sopratutto dal rischio di errori diagnostici in quanto, rispetto alle apparecchiature di ultima generazione, questa tac offrirebbe immagini scadenti facendo assorbire nel contempo al paziente una notevole quantità di radiazioni. A parte le valutazioni inquietanti del dottore Genovesi, resta il problema dell’ organico, sottodimensionato, del servizio di Radiologia del Trigona, costituito da due soli medici che dovrebbero garantire anche il servizio Tac. Le perplessità ci sono anche se, stando alla logica comune, una tac, finanche obsoleta e vecchiotta, è sempre meglio che niente. Non resta che attivarla dunque. Quando ciò accadrà, come ha garantito fra l’altro in varie occasioni il direttore sanitario Rosario Di Lorenzo, si potranno affrontare le emergenze, evitando così il viaggio ai pazienti traumatizzati, in situazioni critiche, ictus, emorragia, da Noto ad Avola. Soltanto per alcuni approfondimenti diagnostici precisi che richiedono tac multislide i pazienti dovranno essere trasportati altrove. “La teoria del bicchiere mezzo pieno è normalmente accettabile, ad eccezione del settore sanitario dove il bicchiere deve essere stracolmo- rileva il dottore Genovesi che aggiunge: “ Nella sanità il meglio che niente non esiste. Il bene supremo della salute per la collettività deve caratterizzarsi all’insegna dell’efficacia efficienza delle metodiche diagnostiche”.

Noto, 9 gennaio 2008  

 

Il mio indirizzo di posta elettronica è : cetty@cettyamenta.com

home | indice la sicilia