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Finalmente l’area marina protetta di Vendicari
Finalmente l’area marina protetta di Vendicari non è un miraggio. Martedì sera il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità l’istituzione del consorzio tra la provincia di Siracusa e il Comune di Noto che dovrà occuparsi della gestione dell’area (foto a destra). Ora è la volta del Consiglio Comunale di Noto che dovrà approvare il provvedimento, prima della fine dell’anno.

Un altro passo avanti è stato fatto verso l’attesa istituzione. Completato il complesso iter, si potrà finalmente scrivere una pagina significativa a tutela e valorizzazione del territorio. D’altra parte Vendicari è una perla preziosa e come tale, merita riguardo. E’ compresa tra le zone umide d’importanza internazionale ed i suoi fondali sono inseriti tra i SIC, siti d’interesse comunitario. Inoltre la zona di mare antistante la riserva è stata individuata come adatta ad ospitare una zona marina protetta. Si dichiarano soddisfatti i Verdi, ai quali va il merito di avere pungolato infaticabilmente le istituzioni, insieme all’Ente Fauna Siciliana, affinché il progetto dell’area marina protetta non si arenasse. “L’area interessata è di proprietà demaniale e già vige il divieto di pesca- dichiara il portavoce Pino Iuvara- Cambieranno però in modo esponenziale la sorveglianza e lo studio scientifico della flora e della fauna marina”. Oggi, nonostante i divieti, la pesca di frodo all’interno dell’area è frequente, con il rischio di danneggiare i fondali che custodiscono reperti archeologici localizzati a poca distanza dalla costa ed a bassa profondità. C’è un altro aspetto, interessante dal punto di vista naturalistico e turistico, evidenziato da Iuvara: “Con l’area protetta i fondali potrebbero essere resi fruibili. A differenza di quelli del Plemmirio che, essendo profondi, possono essere esplorati soltanto da esperti sub, muniti di autorespiratori, quelli della costa di Vendicari sono bassi e consentono anche ai bambini la passeggiata con maschera e pinne”. Quanto ai punti di riferimento a terra, le case dei pescatori, recentemente
restaurate, potrebbero ospitare il Museo del mare utilizzando le costruzioni adiacenti come punti d’informazione. Altro punto di riferimento certo, a dir di Iuvara (foto a Sinistra), è il Plemmirio dove una coerente gestione ha dimostrato che un’area marina protetta può contribuire allo sviluppo economico di una zona. “Noi siamo convinti che la salvaguardia delle aree di pregio,
siano esse marine o terrestri, si coniuga con uno sviluppo turistico sostenibile che ha come fondamento sia i beni monumentali sia quelli ambientali. Questo è il modello di sviluppo che la zona Sud del Siracusano sta perseguendo in antitesi con scelte, non consone, come le paventate trivellazioni nel Val di Noto”.

 

Noto, 26 dicembre 2007

 

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