Da
oggi Mons. Mariano Crociata, 10° Vescovo
della Diocesi di Noto
Non
ringrazieremo mai abbastanza monsignor Giuseppe
Malandrino per la grande umanità
donataci in questi nove anni, la bontà
d’animo, per il suo carattere combattivo,
la sua schiettezza talvolta persino eccessiva,
temperata dalla capacità di chiedere
scusa. Il nostro Vescovo
amato per queste sue doti “passa
la mano” uscendo a testa alta dalla
porta principale dopo avere fatto un ottimo
lavoro lasciando in ciascuno di noi un ricordo
caro.
E’
stato davvero un buon padre affettuoso monsignor
Malandrino, sempre generosissimo nel donarci
un sorriso o una parola di speranza col
suo bel parlare, intercalato da qualche
espressione dialettale che ha avuto il merito,
almeno per me, di farmelo sentire più
vicino.
Ebbene
si! Io gli voglio un bene
affettuoso e disinteressato e per questo
gli dico grazie! Tante volte le sue
parole mi hanno commosso fino alle lacrime
perché sentivo che giungevano dal
profondo del suo cuore. Questi nove anni
di episcopato sono stati densi di attività
che lo hanno visto, infaticabile pellegrino
nel vasto territorio della diocesi, attento
ai bisogni dei giovani, .
dei
più deboli, degli emarginati, di
quanti gli si rivolgevano per una parola
di conforto, ma anche impegnato senza risparmio
di energie, nonostante i suoi bypass, a
mantenere alto l’interesse delle istituzioni
verso la ricostruzione della cattedrale
Grazie al suo spirito combattivo la cerimonia
di passaggio delle consegne con monsignor
Crociata si è potuta E
qui gli sono stati tributati applausi scroscianti
di ringraziamento. Applausi altrettanto
scroscianti, di benvenuto e di speranza
che sappia essere sempre vicino al suo popolo
come lo è stato il suo predecessore,
sono stati tributati a Mons.
Mariano
Crociata,decimo
Vescovo della diocesi di Noto.
Che
dire di lui? Ancora non lo conosco però
ne ho avuto una bella impressione. Vedere
inoltre tutta quella gente proveniente da
Mazzara, Marsala e da tutta la provincia
di Trapani, con gli occhi brillanti di orgoglio
per l’investitura del loro “don
Mario” mi ha commosso.
Mi
ha fatto venire in mente che anch’io
prima di abituarmi a chiamare il caro vescovo
Malandrino “eccellenza”, ho
dovuto faticare non poco essendo per me
quasi automatico rivolgermi a lui come ai
tempi del liceo, chiamandolo “Padre
Malandrino”.Mi auguro
dunque
che anche il nuovo vescovo saprà
farsi amare.Anche
lui, dal sorriso franco, che non si è
sottratto ai fedeli della
nuova
comunitàe
non ha deluso i tantissimi accorsi da Mazzara
per stargli accanto, nonostante la giornata
faticosa appena trascorsa, mi è sembrato
un “uomo semplice” che saprà
intercettare i bisogni della sua nuova comunità.