"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

"A Paci" 2006

Anche quest'anno "a Paci" cioè l'incontro fra la Madonna coperta da un velo nero e Gesù risorto si è svolta con una partecipazione di popolo veramente straordinaria. Inutile dire che si tratta di una manifestazione non del tutto in linea con i canoni eccllesiastici, il Clero se la fa decisamente in disparte, ma di una tale forza di trascinamento che non ci sarebbe Pasqua se non ci fosse "a Paci". Le case della nostra città letteralmente si svuotano, il pranzo viene preparato in anticipo, ma alle 12,30 tutti sulla scalea della Cattedrale e del Municipio, pigiati al Corso Vittorio Emanuele tra la Chiese del Collegio e Santa Chiara per assistere all''incontro.

 
La statua del Cristo risorto preceduta dallo stendardo sventolante a festa dei cappuccinelli organizzatori sin dalla notte dei tempi, della manifestazione, quest'anno, forse per la prima volta, accompagnata dall'eroico Padre Carpenzano eccezione nel Clero, proviene dal lato ovest del corso accompagnata dalla banda musicale.
     
 
     
La statua della Madonna ricoperta di un velo nero (vedi foto in alto a destra)giunge mesta dalla parte est del corso. Lo stendardo è abbassato e listato a lutto. Niente Festa. Ma quando finalmente alle ore 13,00 in punto le due statue sono nella dirittura del Municipio, finalmente gli stendardi si incrociano e si riveriscono vicendevolmente, la Madonna butta via il velo nero, si alzano in aria i piccioni liberati dal manto.
 
     
 
     
A questo punto bombe, mortaretti, musica, applausi sentiti ed emozioni che stranamente coinvolgono i forestieri anche più dei nostri compaesani. Inutile dire che in questa occasione ci si incontra tutti in piazza come in un sacro rito, e l'occasione diventa propizia per abbandonare gli screzi ed i dissapori fra suocere e nuore, fra cognate, amici, conoscenti etc..
 
     

Insomma questa è la nostra

"a Paci"

 
     
 
Non solo un dovere ma un vero piacere dire qualche parola su questa stupenda figura di uomo che spende molta parte della propria vita perchè a Noto persistano tali bellissime manifestazioni. Il signor Saro Alì, conoscitore, cultore, vero maestro di cultura popolare. E' sempre un piacere ascoltarlo. Forse si potrebbe cominciare a pensare di coinvolgerlo in iniziative di studio per rendere partecipi i giovani di quelle che sono le sue grandi conoscenze
Noto 18 aprile 2006

home | indice nuticiani