Davide
contro Golia…o meglio il signor Sebastiano
Ferla, settantaquattro anni, di professione
ciabattino contro le sorelle Fendi, stiliste
e proprietarie della grande casa di moda intestata
a loro nome. L'artigiano brevetta scarpe alte
senza il supporto del tacco, le Fendi per
una strana coincidenza subito dopo le realizzano,
Ferla ricorre alla giustizia e la faccenda
finisce in tribunale. La storia comincia quando
il signor Ferla, mosso dalla voglia di sperimentare
nuove tecniche, mentre lavora ad un paio di
scarpe su misura, fa cadere a terra una forma
a cui non aveva ancora applicato il tacco
e vede che questa, chissà come, invece di
adagiarsi a terra resta verticale. Fa per
prenderla e completare il lavoro poi, improvvisamente
comincia a fissarla e a pensare al modo di
farla reggere senza il supporto del tacco.
All'improvviso la folgorazione: avrebbe inserito
una lamina in acciaio ripiegato. In questo
modo, eliminando totalmente l'impatto del
tacco col suolo, avrebbe donato alle signore
la sensazione di "camminare su una nuvola"
grazie all'effetto "molleggio" e realizzato
nel contempo scarpe alte ma senza tacco. Messa
a punto l'invenzione, Ferla comincia a creare
le sue scarpe, ben 75 paia di ogni colore
e tipo, tutte alte ma rigorosamente senza
tacco.

Il
signor Ferla al lavoro
Intanto
però decide di fare le cose per bene, così
presenta la documentazione al Ministero dell'industria
per ottenere il brevetto. Lo ottiene alla
fine del 99 e se nella sua Noto ( in provincia
di Siracusa) nessuno fa caso alla portata
rivoluzionaria della sua trovata- ahimè, "nemo
profeta in patria"- così non è nel mondo della
moda. A questo punto entrano in scena le Fendi
che, a dire del signor Ferla, copiano la sua
invenzione. La cosa singolare è che probabilmente
non lo avrebbe mai saputo se un giorno, sfogliando
per caso un settimanale, non gli fosse caduto
lo sguardo su una foto di un paio di scarpe
alte senza tacco, realizzate dalle sorelle
Fendi, proprio come quelle che ha inventato
lui! Come se non bastasse, alcuni suoi parenti
in gita a Milano, vedono esposte nella centralissima
galleria alcune paia di scarpe senza tacco
e, credendo fossero state realizzate da Ferla,
immediatamente gli telefonano per congratularsi
con lui. Questo è davvero troppo e l'inventore
sporge denuncia.

Immediatamente
si scatena la bagarre. "Ma quale brevetto!
Noi non abbiamo copiato nulla!- Sostengono
le Fendi per bocca del loro legale, un grande
avvocato di Milano giunto apposta per perorare
la loro causa - Le scarpe senza tacco sono
state inventate cinquant'anni fa" ed il legale
esibisce la documentazione che comprova quanto
detto. "E' un caso molto interessante- ha
dichiarato l'avvocato Paolo Cusi, difensore
del signor Ferla, che dal suo posto di villeggiatura,
ha accettato di darci qualche chiarimento-
Una parte della causa è stata dibattuta al
tribunale di Avola ora bisognerebbe trasportare
i fatti al tribunale di Roma. Se Ferla ha
la possibilità di spuntarla? E' una domanda
difficile- ha aggiunto- Il brevetto delle
calzature senza tacco è una grande opera dell'ingegno
del mio cliente che però deve scontrarsi coi
potenti mezzi della controparte. Questi hanno
consentito alle Fendi di fare una ricerca
ad hoc all'ufficio brevetti da cui sarebbe
emerso che qualcosa di molto simile era stato
già depositato negli anni 30. Noi siamo certi
che la ricerca sia stata fatta dopo il deposito
del brevetto del mio cliente ma cosa cambia?".
E allora? Chi vincerà la partita? "Davide"
il ciabattino, armato soltanto della volontà
di fare valere la sua invenzione, oppure "Golia"
la casa di moda delle sorelle Fendi, che non
ha problemi di nessun genere e, meno che mai,
di natura finanziaria?
Ottobre
2001