" O fuori l'Italia dalla guerra o L'Italia dentro la
guerra!
Personaggi
Mariangela
Gioacchini ed Hans Priewe:una storia di valori umani
e solidarietà.
Mariangela
ed Hans: una storia d'amore coronata dalla nascita
di Alba e finita, almeno in questo mondo terreno,
tragicamente con la morte di lui.La trama è
semplice. Mariangela, studentessa a Bologna incontra
Hans, un operatore elettrotecnico con un'attività
ben avviata. I due si innamorano e vivono felici
finchè un bel giorno Hans non le propone
di seguirlo in uno sperduto angolo di Sicilia per
dedicarsi all'agricoltura. Mariangela non ci pensa
sù due volte e, sfidando la famiglia che
non condivide la sua scelta così fuori dai
canoni di una famiglia medio borghese, taglia i
ponti con tutti e va via.Da quel giorno la sua nuova
famiglia, arricchitasi nel frattempo della piccola
Alba vive senza scossoni, perfettamente integrata
in contrada Testa dell'Acqua, fino a pochi mesi
fa quando improvvisamente Hans muore.
A
questo punto inizia la straordinarietà dei
miei personaggi. Hans che ha creduto completamente
nei valori della solidarietà, del rispetto,
della libertà, dell'essere al posto dell'avere,
conclude questo primo "tratto di strada"
donando i suoi organi e lasciandole un tale patrimonio
di amicizia e di affetti al punto che Mariangela,
nonostante sia così duramente provata dagli eventi,
si ritiene fortunata. Viene travolta da un' ondata
di solidarietà che le impedisce di cadere nella
disperazione. La comunità di Testa dell'acqua in
particolare, molto legata a questo tedesco un po'
bislacco che lavorava la terra e l'amava come un
vero siciliano, ha fatto di tutto per alleggerirle
questi mesi." Sebbene non ne avessimo mai parlato
direttamente, sapevo che Hans avrebbe voluto donare
i suoi organi. Era un uomo che riciclava tutto-
afferma sorridendo la moglie- Mi diceva che tutto
al momento opportuno può servire. Io sono certa
di avere fatto la scelta giusta". Una scelta vissuta
in un momento drammatico in cui restava poco tempo
per decidere se accontentare la bimba che voleva
vedere il suo papà, (sapendo che da quella visita
sarebbe potuta rimanere scioccata, date le condizioni
di Hans) oppure no. In tal caso però non si sarebbe
potuta mai perdonare di aver negato a sua figlia
di salutare il padre per l'ultima volta. "Ero disperata-
racconta. Cercavo disperatamente un sostegno psicologico
perché non sapevo cosa fare. Ho chiesto se fosse
possibile mostrare Hans alla bimba nella migliore
condizione possibile per lasciarle il ricordo del
papà che dormiva.Mi rendevo conto che chiedevo l'impossibile
in quanto era legato ai macchinari e non si poteva
trasportare. In quella situazione ho trovato un
altro angelo fra gli angeli terreni che sembrava
vigilassero su di me, nel dottore Sergio Pintaudi,
coordinatore regionale della donazione degli organi
che mi ha aiutato molto dandomi una vera assistenza
psicologica. Si è fatto in quattro per preparare
mio marito all'incontro con la bambina facendo con
una grande umanità ciò che obiettivamente non gli
competeva. Ha fatto mettere dei pannelli per isolare
mio marito dagli altri quattro moribondi con cui
divideva la stanza, ha fatto abbassare le luci,
lo ha sistemato con le braccia fuori dal lenzuolo
liberandolo dalle cannule. Quando Alba gli è andata
vicino e lo ha abbracciato ha creduto davvero che
dormisse. Per lei è stato fantastico. A quel punto
ho capito di essere davvero una donna fortunata.
Penso che sarei un'ingrata se mi disperassi. Io
ho avuto solo dei regali dalla vita e, a differenza
di altri, Dio ha voluto ricompensarmi subito dei
miei dispiaceri". E ora che Hans non c'è?
Venire in Sicilia è stata una scelta di vita e Mariangela
continuerà a vivere qui, nella sua casa di
campagna insieme alla piccola Alba. Superato questo
momento tornerà al suo lavoro. Sta avviando
una società di servizi turistici e cercherà
di concretizzare il suo progetto di sviluppo che
tenga conto dalla realtà locale, preservando ciò
che ancora resta delle tradizioni contadine e dei
valori presenti soprattutto nelle piccole comunità,
altrove scomparsi.