Venticinque
anni, insegnante elementare, musicista, cantautore:
è Marco Saetta, un giovane notinese
che ha fatto della musica il punto di riferimento
della sua vita e si prodiga affinché un numero
sempre crescente di ragazzi possano accostarvisi
con la sua stessa passione.
Questo
sentimento
che lo ha accompagnato sin da bambino oggi
viene premiato.
Vinta la selezione regionale per la partecipazione
alla trasmissione televisiva "Festival di
Napoli" prodotta da Rete quattro con la collaborazione
del comune di Napoli, si è classificato anche
a quella nazionale fra i finalisti. Ciò gli
consentirà di fare un provino per alcune case
discografiche e, con un pizzico di fortuna,
di affacciarsi al mondo dello spettacolo dalla
porta principale. "
Ho partecipato nella duplice veste di interprete
e cantautore - racconta Marco Saetta a
cui è stata data la possibilità di seguire
uno stage, durato una settimana suddivisa
fra Napoli e Fiuggi.
Poi i provini per dimostrare cosa sapesse
fare, non ultimo, anche come si destreggiasse
sul palcoscenico. Questo è
statoil
momento
più elettrizzante ricorda. Man mano che i
giorni passavano, il folto numero dei partecipanti
si assottigliava finché alla fine ne sono
rimasti 20 fra i quali Marco che non nasconde
la sua gioia per il risultato conseguito ed
ancor più il padre Franco, direttore didattico
con la passione per la musica. In effetti
sono un figlio d'arte- spiega il giovane
musicista- Mio padre suona la chitarra e ricordo
che quando ero piccolo gli sentivo suonare
l'organo. Nella mia famiglia annoveriamo parecchi
musicisti. Lo zio Liborio ad esempio
era l'organista della cattedrale, vice
direttore e primo trombone della banda di
Noto. Suonava Bluse e Jazz nelle feste e mio
padre lo accompagnava dappertutto. Ho seguito
le loro orme. Pare che la musica l'abbiamo
nel Dna. A cinque anni ho cominciato a suonare
il pianoforte". Oggi Marco
è presidente
dell'associazione musicale "Amici del pentagramma",
creata da lui nel 1999 per far conoscere
i diritti e i doveri del musicista e soprattutto
promuovere nei giovani l'amore per la musica.
Inoltre è consulente artistico ed iscritto
alla Siae. Insieme agli amici dell'associazione
ogni anno organizza a contrada Calabernardo
una serata dedicata ad Emanuele Scieri,
il parà morto a Pisa, caro amico dei giovani
musicisti notinesi con cui si incontrava soprattutto
in estate quando veniva a passare con i suoi
le vacanze nella casa al mare. La data del
compleanno di Lele è diventata una tappa obbligata
per loro ed ogni anno, dacché è accaduta la
tragedia che ha lasciato un profondo segno
nella comunità, sono sempre più numerosi i
ragazzi che vogliono esibirsi gratuitamente
per onorarne la memoria. Preferiscono ricordarlo
nel giorno del suo compleanno, dicono, piuttosto
che della sua scomparsa. Fra i punti a favore
di Marco Saetta e della sua associazione anche
la riproposizione del Jazz e del Bluse a Noto,
un genere da parecchi anni poco eseguito nonostante
i suoi numerosi estimatori, e che è
stato rilanciato dal Festival Jazz, organizzato
dagli Amici del pentagramma. Però la strada
da percorrere perché i giovani possano
esprimere la loro voglia di fare musica
è ancora in salita. "Io ho portato avanti
una lunga battaglia per i giovani musicisti-sottolinea
Marco- Mi sono sempre speso senza dispendio
di energie per creare un progetto musicale
per i giovani di Noto e dei dintorni. Il dato
inconfutabile è che a Noto purtroppo mancano
gli spazi per esercitarsi e suonare. La
musica non
si
può fare in silenzio, è difficile trovare
dei posti in cui la gente accetti la musica
amplificata. Mi sono battuto per creare un
luogo dove i giovani possano esibirsi senza
disturbare nessuno e senza dover affrontare
spese per l'affitto di garages. La richiesta
è stata recepita in parte con la realizzazione
della Stanza della musica che rappresenta
un primo passo dall'alto valore simbolico
in quanto testimonia la presenza a Noto di
una grande realtà musicale da curare ed incoraggiare
a svilupparsi".
Noto
5 Giugno 2002