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Personaggi

Sonia e Walid: due storie di "ordinaria" disperazione

Sonia e Walid: due storie di" ordinaria" disperazione di cui nessuno mai avrebbe saputo nulla e che probabilmente potranno aiutare a capire cosa si cela dietro la scelta di fuggire,alla cieca, o la va o la spacca. Sonia e Walid, sbarcati insieme ad altri sedici profughi, alla periferia occidentale di Pachino, e ricoverati in ospedale, potranno andar via. E adesso cosa accadrà? Questa è la domanda che si legge nei loro occhi. La paura dell'ignoto è stata in questi giorni l'unica compagna di Karim che, man mano andava riacquistando le forze si intristiva sempre di più nonostante le dimostrazioni di solidarietà dei compagni di stanza e del personale del reparto. Ha raccontato di essere palestinese, di Gerico, dove ha vissuto per molti anni in un villaggio in aperta campagna sempre pronto alla fuga per non finire ucciso come il fratello. Non si è mai saputo chi sia stato l'autore del delitto ma, esclama Walid rassegnato, non è importante. Questi fatti sono all'ordine del giorno. Con crescente disperazione ricorda che da piccolo aveva conosciuto soltanto il rumore delle sventagliate di mitra e giocato con l'acido delle batterie. La scuola?-guarda incredulo- Ma come andarci se non c'era nemmeno di che sfamarsi? Poi, costretto a fuggire ancora, si è recato a Beirut dove, insieme ad altri tre compagni, ha preso in affitto una camera con bagno vivendo alla giornata, disposto a fare qualsiasi lavoro pur di sopravvivere. Infine la guerra e ancora spostamenti, fino all'ultimo viaggio, 1800 dollari con cui si è assicurato un posto per quattro giorni in un barcone senza mangiare né bere e la "rituale" buttata in acqua alla fine del viaggio. Quella di Sonia sarebbe una storia come tante altre se non fosse perché la donna ha deciso di intraprendere un viaggio "al buio", incinta di sette mesi, per riabbracciare il marito e "sa petite fille" entrambi attualmente in Francia. Un incontro, il nostro, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Trigona dove Sonia era stata immediatamente accompagnata dagli agenti del commissariato di polizia. La giovane mi guarda per alcuni istanti poi con un sorriso fiducioso accetta di parlarmi, spinta probabilmente dalla voglia di esternare ad una donna il profondo senso di solitudine che la angoscia. Il suo è un francese abbastanza comprensibile. Mi racconta della sua bambina che è in Francia con il marito, dello sconforto quando lui decise di andare via da solo con la figlioletta, della sua resistenza ad accettare tale scelta, e della sua voglia di raggiungerli a qualunque costo, al punto da affrontare rischi enormi pur di riunire la famiglia. Parla pure dello sconforto che la prende nel non sapere cosa le accadrà adesso. Fra una frase e l'altra profondi singhiozzi la scuotono. Alla domanda se il marito sappia del viaggio da lei intrapreso risponde affermativamente. Quanto le è costato? "Ho speso due milioni". Ad un certo momento estrae dalla borsetta in pelle che tiene stretta a sé, la foto di una bella bimba, piuttosto inumidita dall'acqua di mare, e me la porge."C'esta ma fille, elle è tres jolie, c'est vrai?" Sorride, senza attendere la risposta, come solo una mamma sa fare. Sonia e Walid:che ne sarà di loro?

Maggio 2001

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