SAPORI

A
rancini (gli arancini)
"A
'rancini" hanno acquistato la loro fama nazionale
con la diffusione dei mezzi di comunicazione di
massa. Nell'immaginario collettivo hanno fatto sempre
"coppia fissa" con il "ferrabbuottu" (il
traghetto che collega Messina a Villa San Giovanni).
Venendo dal Nord il primo impatto con queste squisitezze
avveniva infatti durante la traversata. Esse costituiscono
una squisita variante ai tradizionali primi piatti
a base di pasta o riso, da usare soprattutto per
le scampagnate. Esiste "un' antenata" degli arancini:
la "puppetta 'i risu" (la polpetta di riso) ottimo
manicaretto da usare sia distintamente che per aggiungere
sapore "o sugu", in sostituzione della carne.

Sia
le polpette di riso che gli arancini si preparano
con il riso per supplì ed arancini, cotto con poco
sale e con l'aggiunta, se gradita, di zafferano.
Una volta scolato il riso, per le polpette, si aggiungono
due uova per 400 grammi di riso, prezzemolo e aglio
tritati, formaggio pecorino grattugiato, e un po'
di pepe nero, si impastano e si friggono. Per gli
arancini invece , al riso scolato appena raffreddato
si aggiungono due mestoli di sugo di carne per dargli,
oltre al sapore anche un po' di colore, le uova
e si impasta. La forma è varia a seconda dei luoghi.
"A 'rancini" possono essere rotonde, a cono o ovali.
In ogni caso la preparazione presuppone che l'impasto
di riso si manipoli con i palmi delle due mani in
cui si è passato del pan grattato per evitare che
l'impasto vi si attacchi. Quando la forma è ben
tondeggiante, nella palla tenuta con la mano sinistra
si scava con il pollice della mano destra un buco,
e dentro il buco si immette il condimento. In linea
di massima il condimento è dato da un ragù ristretto
di carne trita a cui si aggiunge formaggio a dadini
(mozzarella o meglio fontina). Secondo i gusti si
possono inserire anche piselli e uova sode tagliate
a pezzettini. Ci sono delle varianti costituite
da ripieno a base di besciamelle e prosciutto o
spinaci. Personalmente preferisco la preparazione
tradizionale al ragù. Riempito il buco con la giusta
quantità di condimento, si copre manipolando l'arancina
ed aggiungendo, se necessario, un po' di riso. Si
passa nel pane grattugiato e si frigge in olio bollente
ed abbondante che la copra interamente. Ovviamente
conviene averle tutte già pronte in modo che poi
quando si comincia a friggere si completi l'opera
in unica operazione. C'è chi dopo il passaggio nel
pane grattugiato le bagna in una soluzione di uovo
battuto e farina, e poi nuovamente nel pan grattato
per rafforzare lo strato esterno ed evitare che
si rompano durante la frittura. Se l'arancina (o
arancino come qualcuno la chiama) è ben preparata,
difficilmente si rompe al contatto con l' olio.
Se poi dovesse accadere, niente di grave: quella
rotta sarebbe la prima ad essere mangiata… naturalmente
dal cuoco.