sapori

"U
cunigghiu 'a stimpirata" (il coniglio in agrodolce)
Il
coniglio già scuoiato e ripulito delle interiora,
badando tuttavia bene a conservare il fegato ed
il cuore, viene sbollentato per qualche minuto in
un tegame: Quindi viene messo a soffriggere con
olio ed aglio fino a consentire una buona cottura
anche delle parti più profonde vicino all'osso.
Intanto in un tegame a parte si mettono a soffriggere
sedano, carote a pezzetti, cipolla affettata finemente,
peperoni ed olive salate private del torsolo e possibilmente
lasciate precedentemente in acqua per perdere un
po' di sale. Quando il coniglio è quasi cotto e
la carota ed il sedano dell'altro tegame altrettanto,
si uniscono in un unico tegame e si aggiunge la
menta, mezzo bicchiere di aceto, sale quanto basta
e mezza cucchiaiata di zucchero. Naturalmente un
bel pizzico di peperoncino rosso in base al gusto
sarebbe importantissimo. Si fa cuocere a fuoco allegro
fino a che non si asciuga l'aceto e la pietanza
è pronta. Consiglio di consumare a temperatura ambiente,
accompagnando con il vino "nero d'Avola"... che
di Avola ha solo il nome ma in realtà si produce
a Noto nella contrada della Falconara.