sapori
Le crispelle.
Per la preparazione delle crispelle si versa in un' ampia ciotola un litro di acqua tiepida, non superiore a 27 °C, si aggiunge una manciata di sale e un panetto di lievito di birra; Si versa un kilo di farina di grano duro e si comincia a sbattere energicamente per cinque minuti. Quindi si copre il recipiente con una coperta di lana e si lascia lievitare per almeno un ora secondo la temperatura ambientale, durante il quale l'impasto diventa quasi il doppio di volume. Si fa scaldare l'olio e quando è bollente, si preleva con la mano sinistra una quantità di impasto e spremendola su un cucchiaio bagnato, con molta attenzione si butta nell'olio, badando a non far entrare acqua a contatto con il liquido fumante per evitare ustioni. Quando le crispelle diventano dorate si prelevano dall'olio e si pongono in un vassoio, si cospargono di zucchero, oppure una volta intiepidite, si coprono col vino cotto.

A scelta le crispelle si possono coprire anche con miele o con "vinu cottu ri carrua" (vin cotto di carrubbe), la cui preparazione è molto più laboriosa, e tutto sommato per il sapore, a mio avviso, il gioco non vale la candela. Una parte delle crispelle si preparano con il "salatu" cioè con le acciughe salate a pezzetti. Pertanto praticamente si procede preparando prima quelle dolci, poi, a metà impasto si aggiungerà il salato. In quelle con il salato si possono aggiungere se piacciono, a me piacciono tanto, i semi di finocchietto selvatico essiccato. L'aroma che sprigiona è veramente meraviglioso.

arbusto di finocchio selvatico
A molti, ma non a me, piacciono le varianti con uva passa, con la ricotta, col cioccolato fondente. Per me le "crispelle" sono e restano quelle dolci con il "vinu cottu" e le "salate" con le acciughe a pezzettini.