Il garum? Meglio le nostre ricette!

Il
garum, una prelibatezza di cui greci, etruschi e
romani andavano ghiottissimi. Sebbene non ci lasciamo
“intimorire” pregiudizialmente da nessuna
pietanza, c'è qualche titubanza al pensiero
di dovere mandar giù questo preparato anche
se non osiamo mettere in dubbio che potesse essere
buono. Non si spiegherebbero altrimenti le grandi
vasche di pietra rinvenute a Vendicari e realizzate
per produrre il garum! Ho cercato di sapere se ci
sia un cibo che ai nostri giorni possa accostarsi
al garum. Ho appreso così che alcuni ricercatori
sarebbero inclini a paragonarlo, seppure in forma
riveduta e corretta, alla moderna pasta d’acciughe.
Io ritengo che sarebbe troppo riduttivo per una
pietanza paragonata al nettare, per cui propenderei
per un patè
di sardine, naturalmente fresche, fatte macerare
nel limone per almeno due ore, frullate grossolanamente
insieme a qualche capperetto, uno spicchio d’aglio,
prezzemolo, olive nere ed un filino d’olio.
E’ decisamente un garum in chiave moderna
ma vi assicuro che è gustosissimo sulle tartine,
accompagnato da un buon bicchiere di vino bianco
ghiacciato. Giacché ci siamo, vorrei
proporvi una qualche ricettina da assaporare in
compagnia degli amici. Comincerei con i
gamberetti all’arancia,
una vera bontà per chi ama i pesci crudi.
La buona riuscita della ricetta dipende dalla freschezza
dei gamberetti che una volta sgusciati, vanno coperti
con succo di limone per almeno 30 minuti. Trascorso
il tempo, si colano, si aggiungono una cipollina
fresca tagliata fine fine, fettine d’arancia,
del peperoncino ed infine si condisce il tutto con
sale ed un filo d’olio. Una buona mescolata
ed il piatto è servito. Un'altra pietanza
non da meno rispetto alla precedente è il
baccalà con
ceci, cipolla e prezzemolo.
Il gusto è sorprendente per l’ abbinamento
di legumi e pesce; la presentazione d’effetto.
Il procedimento è abbastanza semplice. Per
prima cosa bisogna cuocere dei ceci che avrete avuto
l’accortezza di mettere a bagno la sera prima,
insaporendoli con un po’ di odori ed un dado
di brodo vegetale. Una volta cotti, si scolano e
si mettono da parte. Bollite il baccalà con
uno spicchio d’aglio, diliscatelo facendo
attenzione a non “sfrangiarlo” troppo.
Su un piatto di portata ponete a strati della cipolla
fresca tagliata sottile, i ceci, il baccalà
a pezzetti, prezzemolo abbondante, un po’
di aceto balsamico. Completate con altri ceci ed
olio d’oliva. Dulcis in fundo vi do
una ricetta recuperata in un vecchio libro di cucina
che vi farà fare un figurone con gli amici.
Da ora in poi il vostro
gelo di limone non saprà più
di “canarino”. Mettete a bagno in un
litro d’acqua sette limoni tagliati a pezzi
e la buccia grattugiata solo in superficie di uno.
Lasciate tutta la notte. Il giorno successivo filtrate
il liquido ed aggiungete una bustina di vanillina.
In una casseruola mescolate 100 grammi di amido
per dolci e 100 grammi di zucchero. Aggiungetevi
a poco a poco il liquido badando a non farlo raggrumare.
Girate sempre portando ad ebollizione. Fare intiepidire
e prima di versare il gelo nello stampo, ungetelo
con olio di mandorle. Mettete in frigo per 5 ore.
Giratelo su piatto di portata e guarnitelo con fiori
di gelsomino e fettine di limone. A questo
punto non ci resta che augurarvi buon appetito.