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"I babbaini" (le lumache)

Come gli asparagi anche le lumache hanno una connessione con i primi acquazzoni della stagione autunnale. Infatti dopo la pioggia, di sera, i bordi delle strade di campagna sono invasi da centinaia di persone che munite di lumi o torce elettriche vanno alla ricerca di questi molluschi vittime sacrificali della mensa di tanti buongustai. A me piacciono tantissimo, ma purtroppo dovendo sostenere ogni volta una questione con mia moglie che prova disgusto ed orrore per la fine di tanti poveri esserini, preferisco evitare di mangiarne a casa, in cambio ne faccio scorpacciate nei ristoranti dove questo piatto è servito con tutti gli onori.

Ricordo che quando lavoravo in Romagna avendo appreso che la gente eliminava le lumache dell'orto di casa con l'uso di sostanze letali chimiche, avevo pregato una amica di raccoglierne alcune per me. Ebbene ne ricevetti in dono tante e di ottima qualità; pertanto nella terra dove la gente mangia senza riserve le rane, ma prova ripugnanza per le lumache, ho fatto le più grandi scorpacciate di lumache della mia vita. Naturalmente essendo riuscito a farle assaggiare a parecchi amici del posto, ho creato un gruppo cospicuo di cultori di questo stuzzicante piatto.

Da noi la distinzione è fra "vavalucieddi", "vavaluci", "babbaini" "crastuna", "ntuppatieddi" e "ntuppati" tutti termini che fanno riferimento agli stadi di sviluppo ed alla dimensione del mollusco. Il costo dei più preziosi "ntuppati" supera le 15mila lire al kilo, nei ristoranti il costo della pietanza diventa notevole. La preparazione richiede un pò di tempo, in quanto le lumache vanno bollite a fuoco lentissimo per farle uscire tutte dal guscio, aggiungendo nell'acqua qualche foglia di una pianta aromatica, la "nepita". In un tegame a parte si soffrigge la cipolla tagliuzzata fine con pomodori pelati e un peperone, possibilmente del tipo piccante con sale nella giusta quantità. Le lumache già lessate e scolate, vanno immesse nel soffritto e continueranno a cuocere insieme per qualche minuto. Se fa piacere, si aggiunge peperoncino rosso macinato nella quantità giusta. Il vino: "nero d'Avola" forte, pastoso, ricco di tannino per aiutare la digestione; e ce ne vuole, ce ne vuole parecchio!!

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