sapori

"A
parmigiana"
Nell'era
della globalizzazione anche alimentare, è facile
mangiare qualcosa di cui a metà pasto si dimentichi
l' origine e la natura. Ebbene capita in ristoranti
e trattorie anche i più tipici, di mangiare porzioni
di "parmigiana" che si riconosce soltanto dopo averne
chiesto lumi al cameriere. Spesso prevale il sapore
della salsa, o del formaggio o dell'olio fritto!!
La parmigiana invece deve essere il "trionfo" della
melanzana il cui sapore delicatissimo, deve essere
appena ritoccato con l'aggiunta degli altri sapori.

Si
prepara tagliando le melanzane a fette dello spessore
di 4-5 millimetri, e ponendo tali fette in strati,
con una manciata di sale grosso, sotto la pressione
di un peso, (in genere basta una pentola piena d'
acqua). Quando dopo una mezz'oretta le fette avranno
perso il liquido superfluo, saranno pronte per essere
fritte in olio ben caldo. Si badi bene a farle rosolare
ma non bruciare. Quelle pronte saranno poste a strati
con fogli di carta assorbente per eliminare i residui
di olio fritto. Successivamente si procede alla
disposizione finale in un vassoio in cui si stratificano
le fette, e si ricopriranno con salsa di pomodoro,
ristretta ma non al punto da farne confondere il
sapore con quello dello "strattu". Quindi si cosparge
la salsa con il parmigiano grattugiato. Questo è
spesso sostituito da formaggio pecorino, anche pepato
( u furmagghiu cco sbiezzi), ma con risultati che
alterano il vero ed originale sapore della parmigiana.
E' solo il parmigiano che riesce migliorare senza
alterare il sapore originario. Al formaggio vanno
aggiunte solo foglie di basilico. Tutte le parmigiane
in cui si metteranno melanzane fritte infarinate,
uova sode, formaggi dai gusti forti etc, a mio modesto
avviso, saranno buone, ma per i McDonald's.