sapori

"U
sugu" (Il sugo-ragù)
"U
sugu" è la versione siciliana del ragù. Una famiglia
che prepara "u sugu" non potrebbe nasconderlo neanche
se lo facesse nel posto più chiuso e nascosto, infatti
si diffonde un profumo che si avverte a centinaia
di metri di distanza. Questo meraviglioso odore
è dato dallo "strattu" un concentrato di pomodoro
preparato in casa dalle massaie mettendo ad essiccare
sotto il sole dei mesi di luglio, primi d'agosto,
il passato di pomodoro, sufficientemente salato.
Il sale ed il sole sono importantissimi per assicurare
una buona conservazione del prodotto che altrimenti
si inacidisce. Oltre che dallo "strattu" però l'odore
è dovuto al misto di "addauru (alloro)" rosmarino,
"finuccieddu saravagghiu" (semi di finocchio selvatico),
sedano che, messi assieme con l'aggiunta della cipolla,
costituiscono un vero piacere per l'olfatto.
l
Un
arbusto di finocchietto selvatico
Avrete notato che non ho parlato di carne. Per il
nostro "sugu" è importante ma non indispensabile;
non per niente i nostri progenitori, in epoca di
ristrettezze economiche, preparavano il cosiddetto
"sugufintu", cioè sugo senza carne, che manteneva
ugualmente un ottimo gusto. Comunque se carne deve
essere, l' ideale resta quella di maiale. Un tempo,
ricordo, questa si mangiava solo nel periodo che
va dai Morti (primi di novembre) alla domenica di
Pasqua. Al di fuori di questo periodo era pericoloso
mangiare maiale, considerato fonte di malattie (in
particolare le "teniasi" ).Ai nostri giorni si mangia
anche a ferragosto. Negli altri periodi di caldo
estivo è meglio usare quella di vitello.

Il "sugu" si prepara soffriggendo a fuoco vivace
la carne con la cipolla e gli aromi (alloro, sedano,
rosmarino, e semi di finocchio); Quando si usa carne
di maiale, si aggiunge anche un po' di salsiccia.
Una volta dorato il tutto, si metterà un bel bicchiere
di vino rosso ed il finocchietto selvatico. Dopo
qualche minuto di ebollizione si aggiungerà una
bella quantità di "strattu" preso con un cucchiaio-
almeno tre cucchiaiate. Si fa sciogliere, aggiungendo
man mano una certa quantità di acqua possibilmente
calda, per evitare che si blocchi l'ebollizione;
Quando l'estratto si è sciolto e si è formata una
bella crema rossa nella pentola si aggiunge almeno
un litro di acqua ben calda e si porta ad ebollizione.
Una volta ottenuta l'ebollizione si pone a fuoco
lento e si fa restringere fino alla completa cottura
della carne e al raggiungimento della giusta concentrazione
del sugo. Gli antichi che lavoravano con il fuoco
a legna e pentole di coccio, impiegavano l'intera
mattinata per preparare il sugo. Più tempo durava
la cottura più gusto acquistava. Se la carne è già
cotta e il sugo è ancora un po' liquido si toglie
questa con una paletta, si mette da parte, e si
continua a fare bollire e restringere il solo sugo
. A metà cottura si aggiunge anche qualche patata
che sarà il contorno da mangiare con la carne, rimasta
dopo quella usata per condire la pasta (in genere
grossi maccheroni rigati). La patata addolcisce
il sugo togliendogli l'asprezza. Naturalmente se
la carne non c'è, la patata ne fa le veci e diventa
la regina del "sugu fintu".
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