Mangiare bene e saper sorridere: questo è il segreto per vivere a lungo

 

sapori

"Zzita bedda e vigna a Faccunara"(Fidanzata bella e vigna in contrada Falconara)

Prendo spunto dal "detto" comune che insieme ad altri dello stesso tenore, quali "a vutti cina e a mugghieri mbriaca"(la botte piena e la moglie ubriaca) fanno riferimento a fatti ed espressioni di origine contadina per ricordare che la nostra zona ed in particolare la zona della Falconara è stata sempre sinonimo di uva e vigneti. Recentemente si è registrata una nuova impennata nella produzione di uva a dimostrazione che il mercato esige insieme alla produzione di ortaggi e di agrumi, il mantenimento delle coltivazioni tradizionali. La nostra uva insieme al nostro ciliegino, ed alle produzioni "nostrane", hanno una caratteristica che li rende unici. Merito della terra salmastra, del vento di scirocco, della composizione chimica della terra!

Vi parlerò di una leccornia legata all'uva ed al mosto in particolare, denominata " a mustata". Prima di metterlo nel tino, si preleva una quantità di mosto (qualche litro) e si fa sbollentare per bloccarne la fermentazione. A questo punto una certa quantità di cenere pulita prelevata dalla stufa o dal forno a legna si miscela con tale liquido e si lascia raffreddare consentendo alla cenere di depositarsi sul fondo del recipiente. Si preleva il liquido che rimane in alto badando a non raccogliere la parte inferiore che contiene la cenere depositata. Questo, reso dolce dal contatto con la cenere che ne ha sottratto l'acidità, viene miscelato con amido o farina nella dose di 50-70 grammi per litro e portato in ebollizione a fuoco lento, badando però a girarlodelicatamente con un cucchiaio di legno. Quando il liquido assume la giusta consistenza cremosa si miscela con mandorle tostate e cannella pestate finemente, si mescola ancora un po', si mette nei piatti o nelle forme della marmellata di cotogno e si lascia raffreddare. A questo punto incomincia la grande diatriba familiare: mangiarla subito, anche calda, o conservarla in ambiente fresco per farla asciugare per mangiarla a Natale? Un tempo la "mustata" si regalava ai bambini per " la festa dei morti". Figurarsi! Oggi sarebbe inutile sperare che i nostri bambini siano disposti a barattare il "Play station" o altre diavolerie simili con una forma di mostata e per Natale.. tutti mangiano "U panettoni"! Allora non resta che mangiarla subito per togliersi il pensiero.