sapori

"U
vinu cottu" (il vino cotto)
Si
prepara normalmente insieme alla "mustata"; infatti
dopo che il mosto è stato dolcificato con il procedimento
già descritto in precedenza, viene prelevata una
parte e fatta bollire a lungo senza immissione né
di farina né di dolcificanti. Si deve procedere
con una ebollizione lenta e soprattutto lunga fino
a concentrare il liquido e renderlo simile ad una
crema che si possa spalmare sul pane.

In
realtà la preparazione non avviene per questo scopo
bensì per spalmarlo sulle crispelle che si prepareranno
nel giorno di S. Martino l'11 novembre. Pertanto
ne approfittiamo per descrivere anche questa simpatica
tradizione che vuole il giorno di S. Martino famoso
dalle nostre parti, più per la preparazione delle
"crispelle", che per il famoso miracolo del mantello.
Per San Martino l'aria dei quartieri popolari è
pervasa dall'odore pungente della frittura dell'olio
in cui vanno immesse le crispelle.
Le
crispelle.
Queste
si preparano con la farina di grano duro tipo 0
( in Romagna le ho preparate anche con la 00 con
risultati soddisfacenti), miscelando un litro di
acqua tiepida nella quale sono stati sciolti 10
grammi di lievito, un kilo di farina ed un pugnetto
di semi di finocchio selvatico che danno un profumo
meraviglioso.

Arbusto
di finocchietto selvatico
Si comincia a sbattere energicamente direttamente
nella ciotola dove si è preparato il composto
per cinque minuti,poi si copre il recipiente con
una coperta di lana e si mette a lievitare per almeno
25 minuti durante i quali l'impasto diventa quasi
il doppio di volume. Quando l'olio è bollente,
si preleva con la mano sinistra una quantità di
impasto e spremendolo su un cucchiaio bagnato, con
molta attenzione si butta dentro badando però
a non far entrare acqua a contatto con il liquido
fumante per evitare di ustionarsi.Quando le crispelle
saranno dorate si pongono in un vassoio , si cospargono
di zucchero e, una volta raffredate, si coprono
col vino cotto. A scelta le crispelle si possono
coprire anche con miele o con "vinu cottu ri carrua"
(vin cotto di carrubbe), la cui preparazione è molto
più laboriosa, e tutto sommato per il sapore, a
mio avviso, il gioco non vale la candela. Una parte
delle crispelle si preparano con il "salatu" cioè
con le acciughe salate a pezzetti. Pertanto praticamente
si procede preparando prima quelle dolci, poi, a
metà impasto si aggiungerà il salato. A molti, ma
non a me, piacciono le varianti con uva passa, con
la ricotta, col cioccolato fondente. Per me le "crespelle"
sono e restano quelle dolci con il "vinu cottu"
e le "salate" con le acciughe a pezzettini.
home
| indice sapori